Resti umani trovati ai Bardellini, l’ipotesi più accreditata è che fossero partigiani fuicilati o vittime di bombardamenti

II sopralluogo della Polizia scientifica nel giardino della villa, ora sotto sequestro


Pubblicato il 04/03/2017
imperia

Ci vorranno alcuni giorni per completare le verifiche della Polizia scientifica sulle ossa rinvenute per caso nel giardino di una villa sulla collina dei Bardellini, che domina Oneglia e che ai tempi di guerra costituiva un ottimo posto di osservazione: i resti umani recuperati sono stati inviati a Genova. Si tratta di un teschio, quattro mandibole e alcune vertebre. Nel frattempo è stata aperta un’indagine da parte del pm Antonella Politi e lo spazio è stato posto sotto sequestro. Non è escluso che vengano compiuti ulteriori scavi, anche se ieri, dopo i controlli di giovedì, non sono stati effettuati nuovi sopralluoghi. 

 

 

ROBRUS

 

 

L’ipotesi più accreditata appare quella del ritrovamenti di corpi seppelliti durante la Seconda Guerra mondiale: potrebbero addirittura essere vittime di bombardamenti, visto che gli aerei alleati avevano preso di mira proprio questa zona, in cui si trovavano postazioni militari. Potrebbe anche trattarsi di partigiani fucilati o di cadaveri trasportati qui da un’altra zona. 

 

Accanto alle ossa non sono stati trovati resti di indumenti. Sono venuti alla luce tracce di plastica, ma questo non significa nulla, perché potrebbero essersi accumulate nel terreno in seguito. I resti, che erano stati dissotterrati dai cani del proprietario dell’appezzamento, si trovavano sotto un albero che ha una trentina d’anni. In precedenza nell’area c’era un vigneto.  

 

La collina di Bardellini, durante il Secondo conflitto mondiale, aveva accolto rifugi in cui si incontravano le staffette partigiane: in questo punto Gaetano Ughes e il futuro sindaco di Imperia Goffredo Alterisio avevano concordato le disposizioni da attuare quando gli alleati avessero cominciato l’occupazione della provincia. 

Lo storico Biga, nella «Storia della Resistenza imperiese», ricorda come Eraldo Guasco, del Servizio Informazioni militare (strumento italiano di intelligence), il 30 ottobre 1944, avesse segnalato al comando alleato della zona di Nizza le forze nazifasciste proprio sui Bardellini 

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