Via libera all’espianto degli ulivi. Emiliano: “Avanti con la battaglia”

ANSA

Le proteste degli attivisti anti-Tap in Salento


Pubblicato il 21/04/2017
Ultima modifica il 29/04/2017 alle ore 02:31
roma

Due settimane fa, la prima decisione del Tar del Lazio aveva fatto gridare vittoria agli attivisti anti-Tap, protagonisti delle proteste in Puglia. Ora arriva quella che sembra una marcia indietro dentro un tira-e-molla, ma in realtà è la normale dinamica della giustizia amministrativa: il Tar ha bocciato il ricorso della Regione Puglia e l’espianto di 211 ulivi legato ai lavori per il gasdotto può ripartire. 

 

Il 6 aprile il presidente della terza sezione, Gabriella De Michele, dovendo dare una risposta d’urgenza alle istanze della Regione, aveva emesso un decreto e aveva sospeso gli atti del ministero dell’Ambiente che autorizzavano l’espianto ulivi. Ma si trattava un atto temporaneo e cautelare, in attesa di riesaminare l’intera questione nel merito in una seduta collegiale dei giudice. Ieri, infatti, c’è stata la camera di consiglio che ha deciso di respingere il ricorso. Una decisione in linea con la sentenza del Consiglio di Stato del 27 marzo, come ricorda l’amministrativista Gianluigi Pellegrino, che da salentino conosce bene le zone al centro della contesa. «Il Consiglio di Stato - afferma - aveva già validato l’opera evidenziando come il tracciato del gasdotto sia frutto del vaglio di ben 12 soluzioni, tra cui è stata scelta quella preferibile. La salvaguardia degli olivi è garantita», sintetizza il giurista. «Questa sentenza - dice da parte sua il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni - non cancella le ragioni della protesta e dell’opposizione di una intera comunità». 

 

Le ragioni per cui il Tar ha rigettato il ricorso della Puglia sono contenute in un atto articolato, ma si possono sostanzialmente ridurre a due. La prima è che il Tap è un’opera «dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato», e come tale la titolarità del controllo sul rispetto del decreto sulla Valutazione di impatto ambientale ricade sul Ministero dell’Ambiente.  

 

La seconda è che sebbene la Regione sia indicata «come Ente vigilante, non può escludersi che il ministero rimanga titolare di una facoltà di controllo». Il ministero, tra l’altro, ha spiegato che il numero di ulivi rimasti da espiantare e spostare è ormai limitatissimo.Ma la battaglia non è finita. «Andremo avanti in tutte le sedi, a partire dalla Corte Costituzionale dove pende il giudizio sulla partecipazione della Regione Puglia all’iter decisionale», annuncia il governatore Michele Emiliano, impegnato nelle primarie Pd. «È ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d’Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d’Italia».  

 

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