Uova contaminate con insetticida, tra i 15 Paesi coinvolti c'è anche l’Italia: quali sono i rischi

Il ministero della Salute spiega che le autorità sanitarie hanno sequestrato alcuni prodotti, che comunque non sono mai stati messi in commercio nel nostro paese


Pubblicato il 11/08/2017
Ultima modifica il 12/08/2017 alle ore 06:59

Sono 15 i Paesi coinvolti nello scandalo delle uova contaminate con l’insetticida fipronil. Lo fa sapere la Commissione europea in una conferenza stampa. Tra questi vi è anche l’Italia che avrebbe ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo. Tuttavia questo non significa che l’Italia abbia ricevuto uova contaminate, viene chiarito. Vi sono anche due Paesi fuori dall’Unione europea coinvolti, come la Svizzera e Hong Kong. I Paesi Ue interessati sono Italia, Germania, Francia, Olanda, Belgio, Irlanda, Polonia, Lussemburgo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Danimarca, Svezia, Regno Unito, Austria. Intanto come annuncia il portavoce Ue per il Commercio e l’Agricoltura, Daniel Rosario, la Commissione europea ha convocato la riunione speciale sullo scandalo delle uova contaminate il 26 settembre a Bruxelles.  

 

Il ministero della Salute ha fatto sapere che le autorità sanitarie hanno sequestrato in Italia alcuni prodotti provenienti da un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell’uso del fipronil. La segnalazione di questi prodotti, che non sono mai stati messi in commercio nel nostro paese, era arrivata dalla Francia lo scorso 8 agosto. 

 

 

Rischi e sintomi  

I rischi per la salute sono strettamente legati alla quantità di sostanza ingerita: nel caso in questione dovrebbe essere alquanto ridotta, ma non sono da escludere complicazioni soprattutto per i bambini. Ma cos’è il fipronil? Il fluocianobenpirazolo, questo il nome chimico, è un insetticida ad ampio spettro che disturba l’attività del sistema nervoso centrale dell’insetto impedendo il passaggio degli ioni cloruro attraverso il recettore del GABA ed il recettore del Glut-Cl. Ciò causa la ipereccitazione dei nervi e dei muscoli degli insetti contaminati.  

 

Come e come viene impiegato  

Viene usato prevalentemente come antipulci, ed è un veleno a lenta attività d’azione: una volta inserito in un’esca, l’insetto viene avvelenato ma non muore istantaneamente ma ha il tempo di ritornare alla colonia o nella tana. Nelle blatte è stato rilevato che le carcasse possono contenere quantità di antiparassitario residuo sufficiente per uccidere altri insetti nello stesso luogo nel quale gli insetti si rifugiano. Nelle formiche, la condivisione dell’esca fra i diversi membri della colonia aiuta la diffusione del veleno nella colonia. Con tale effetto a catena, il tasso di avvelenamento è circa del 95% in 3 giorni. Il fipronil è usato come principio attivo in prodotti commerciali antiparassitari per gli animali da compagnia, a una concentrazione di circa 9.8%. Si tratta, insomma, di un insetticida volutamente blando, pensato per trasformare gli insetti contaminati in «untori» per tutta la loro colonia.  

 

La legge  

In ogni caso è categoricamente vietato nei trattamenti anti-pulci di animali destinato al consumo umano, perché secondo l’Oms è pericoloso per fegato, reni e tiroide. Se una persona viene esposto al fipronil a forti dosi si possono osservare ipereccitabilita’, irritabilità, tremori e, ad uno stadio più grave, letargia e convulsioni. I sintomi sono reversibili, una volta terminata l’esposizione. La sostanza si assorbe lentamente attraverso l’intestino; per ridurre l’assorbimento i medici consigliano di usare una lavanda gastrica, un purgante salino o carbone attivo. Non è noto un antidoto specifico. In ogni caso si parla di alte dosi: non dovrebbe essere il caso dell’attuale scandalo alimentare, ma di certo sarebbe meglio evitare.  

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