Accordo fatto fra Hamas e Al-Fatah, Abu Mazen andrà a Gaza

L’annuncio al Cairo, ma il movimento islamista non depone le armi


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 17:52
inviato a beirut

Al-Fatah e Hamas, le due principali forze politiche palestinesi hanno raggiunto un accordo definitivo al Cairo, con la mediazione dell’Egitto. L’intesa è stata raggiunta al quartier generale dell’Intelligence egiziana. Al-Fatah e Hamas hanno combattuto una guerra civile a Gaza nel 2007, che ha consentito al movimento legato ai Fratelli musulmani di prendere il controllo della Striscia per dieci anni.  

 

Abu Mazen controllerà le frontiere  

L’accordo prevede un governo congiunto di tutti i Territori, il ritorno dei funzionari dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) a Gaza, e la cessione del controllo dei posti di frontiera nella Striscia all’Anp, che risponde al presidente palestinese Abu Mazen. Ma secondo indiscrezioni dei media israeliani non è stata affrontata la questione del disarmo dell’ala militare di Hamas, forte di 25 mila combattenti. 

 

Le prossime scadenze  

Abu Mazen ha poi parlato al telefono con il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar. Hanno concordato l’ingresso in tempi rapidi di tremila poliziotti dell’Anp. Abu Mazen visiterà la Striscia entro un mese e il primo dicembre il governo di unità nazionale prenderà il potere a Gaza. Il posto di frontiera di Rafah, che unisce la Striscia all’Egitto, sarà sorvegliato da uomini scelti della Guardia presidenziale palestinese. Il 21 novembre ci sarà un nuovo incontro al Cairo fra le fazioni palestinesi. 

 

L’ala militare di Hamas  

Il portavoce di Hamas Hazem Qassem ha spiegato che l’incontro servirà anche per discutere «le principali questioni nazionali, compresa quella dell’ala militare di Hamas, le armi e le posizioni politiche». Il leader generale di Hamas, Ismail Haniyeh ha già detto, in replica ad Abu Mazen, che non intende smobilitare l’ala militare e che le fazioni armate al di fuori di polizia ed esercito sono legittime «forze di resistenza». 

 

La reazione di Israele  

La scorsa settimana il premier israeliano Benjamin Netayahu ha detto che non accetterà una riconciliazione palestinese «a spese dell’esistenza di Israele». La questione del disarmo di Hamas è centrale. Oggi il governo israeliano è stato più cauto. «Israele seguirà gli sviluppi e agirà in base a essi – ha detto un portavoce del primo ministro -. La riconciliazione fra Al-Fatah e Hamas dovrà adeguarsi alle condizioni del Quartetto, riconoscere gli accordi internazionali, riconoscere Israele, disarmare Hamas». 

 

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