Paralizzato da 40 anni, sceglie di morire a Zurigo. L’appello all’Italia: “Fate una legge sul fine vita”

Loris Bertocco, 59 anni, nel memoriale accusa: «Lasciato solo dalle istituzioni»

Loris Bertocco aveva 59 anni


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 11:57

Un veneziano di 59 anni, malato da tempo, ha scelto di mettere fine alla propria vita chiedendo il suicidio assistito. Il decesso è avvenuto ieri in una clinica di Zurigo. La vicenda è stata resa nota dal sociologo veneziano Gianfranco Bettin, il quale ha ricordato la figura dell’amico e collega, sottolineando che questi «era anche un convinto sostenitore delle proposte per una legge sul testamento biologico e sul fine vita in Italia».  

 

 

L’incidente  

«Nato nel 1958 l’uomo - ricorda Bettin - all’età di 19 anni, nel 1977, era rimasto paralizzato a causa di un incidente stradale. Nel tempo, le lesioni gravissime subite e problemi successivi ne avevano peggiorato la condizione, aggravata da una progressiva perdita della vista che lo aveva infine reso cieco». «Il memoriale che ha lasciato e ci chiede di diffondere - spiega Bettin - ricostruisce il suo amore per la vita, la sua tribolazione, la sua lotta, la protesta per l’insufficiente assistenza che le persone come lui ricevono dalle istituzioni preposte. Parlava da tempo di questa sua scelta finale».  

 

L’accusa di Bertocco: “Abbandonato dalle istituzioni”  

«Questa situazione non poteva durare a lungo», dice Bertocco nell’estratto di memoriale pubblicato questa mattina dal sito dei Verdi. «Ho lottato con la Regione per quasi due anni senza ottenere il risultato che speravo, avevo bisogno di assistenza 24 ore su 24». E ancora: «Perché è così difficile capire i bisogni di tante persone? Perché questa diffidenza degli amministratori, questo nascondersi sempre dietro l’alibi delle ristrettezze finanziarie?». Poi, la scelta: «Mi è difficile immaginare la vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile. Sono arrivato quindi ad immaginare l’accompagnamento alla morte volontaria, che è il frutto di una lunghissima riflessione». E poi un appello: «l mio impegno estremo, il mio appello, è adesso in favore di una legge sul “testamento biologico” e sul “fine vita”».  

 

Il ricordo  

«Un uomo generoso e tenace, impegnato su molti fronti - ricorda Bettin - Animatore culturale fin da ragazzo, per decenni aveva condotto trasmissioni musicali e politico-culturali nelle radio libere venete. Ambientalista convinto, era stato tra i fondatori dei Verdi italiani e non aveva mai smesso di partecipare a lotte sia territoriali che di portata globale: contro il nucleare e i mutamenti climatici, per la riconversione ecologica, per la pace».  

 

IL PRECEDENTE - È morto dj Fabo, ha scelto l’eutanasia  

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati

home

home

I più letti del giorno

I più letti del giorno