Tarme e grilli con il vino. Se la degustazione è a base di invertebrati

Un’azienda bolognese è pronta a proporle “Ma puntiamo alla grande distribuzione”


Pubblicato il 01/11/2017
bologna

Il cibo del futuro a volte è irriconoscibile, come per gli spaghetti con farina di grilli, a volte invece, nel caso del Chili con tarme, si manifesta per quello che è, ma conserva comunque un elemento in comune con gli alimenti proteici che assumiamo tradizionalmente da migliaia di anni: entrambi provengono da animali erbivori e non carnivori.  

 

Un’analogia messa in luce da chi è già pronto non solo a servirlo in tavola, ma anche a produrlo su larga scala per la grande distribuzione, perché di qui a qualche anno probabilmente gli insetti saranno venduti al supermercato, alla stregua delle bistecche di manzo.  

 

 

Esperimento casalingo  

Luigi Ruggeri con i piccoli invertebrati ci lavora da quarant’anni, da quando faceva il tecnico di entomologia all’Università di Bologna. Oggi, insieme a tutta la famiglia, conduce un’azienda a Casalecchio, nel Bolognese, con filiera interamente bio e una linea dedicata alla passione della sua vita, gli insetti appunto: «Da tanti anni siamo i primi in Italia, abbiamo accumulato un’esperienza unica e ora alleviamo più specie di grilli, tarme, mosche, cavallette». In principio la Microvita, questo il nome della ditta, allevava insetti usati per la lotta biologica in agricoltura o parassitoidi per la zootecnia, poi il consumo alimentare si è fatto largo anche in Occidente e i Ruggeri, fiutato il vento, hanno dato il via agli esperimenti casalinghi con gli amici. 

 

«Li servivamo a cena, finché mia moglie non ha messo giù una trentina di ricette, dai primi ai secondi ai dolci - aggiunge Ruggeri -, e ci divertiamo anche ad accostare i vini giusti alle pietanze». Da gennaio le degustazioni saranno pubbliche e da Ruggeri potranno mangiare non solo gli amici, ma tutti i curiosi della nouvelle cuisine a base di ortotteri. Ma Microvita ambisce a ben altro che trasformarsi in trattoria per insettivori: «Mio figlio Michele, che ha 22 anni, studia Agraria ed è titolare dell’azienda, oltre ad allevare insetti da sempre, sta lavorando a un progetto industriale che ci renda fornitori della grande distribuzione». 

 

Quanto al disgusto o alla diffidenza per animali tanto lontani da noi da originare autentiche e diffusissime fobie, Ruggeri non sembra affatto preoccupato e già lavora sulle giovanissime generazioni, in modo da iniziarle al cibo del terzo millennio, perché se è vero che può fare schifo trovarsi grilli o cavallette nel piatto, è altrettanto vero che in varie zone d’Italia si mangiano le rane fritte, un piatto che ai più risulta concettualmente disgustoso. Insomma, tocca abituarsi all’idea, dopodiché si imparerà ad apprezzare anche il sapore: «Ricordo quando mi offrirono il sushi la prima volta negli Stati Uniti, tanti anni fa, quando chiedevamo ai camerieri di cuocere quel pesce crudo - racconta -. Con gli insetti è un po’ la stessa cosa. Abbiamo fatto delle festicciole di compleanno con piattini di tarme fritte: i bambini andavano, prendevano gli assaggi e mangiavano senza problemi, e gli stuzzichini con insetti preparati in quel modo a loro piacevano molto». 

 

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