Nina Zilli al Phenomenon: “Lontano dalla realtà virtuale, cerco l’empatia. Ecco la mia Modern Art”

La cantante sabato 11 novembre nel club di Fontaneto d’Agogna

Bina Zilli


Pubblicato il 10/11/2017
Ultima modifica il 10/11/2017 alle ore 19:23
fontaneto d’agogna

Voce potente, timbro e stile inconfondibili, Nina Zilli porta sul palco la sua «Modern art»: domani (sabato 11 novembre) alle 21, sarà al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna per una delle tappe del tour che segna un nuovo cambio di pelle della cantautrice piacentina (biglietti: 23 euro).  

 

Dalle atmosfere sofisticate di «Per sempre» e dalle ballad blues al ritmo in levare del singolo «Mi hai fatto fare tardi», ci sarà tutto questo nel suo primo live nel Novarese?  

«Assolutamente sì. Sarà un live di grande energia. Abbiamo voluto ricreare dal vivo i suoni ricercati con grande attenzione in studio. La scaletta, poi, è stata pensata proprio per la dimensione dei club, più coinvolgente, più diretta: ci sono tutti le canzoni che amo, oltre i brani del mio ultimo album. Sono sicura che sapremo stupire anche il pubblico del Phenomenon». 

 

Nel live, oltre alla band - Riccardo Gibertini, tromba, trombone ed elettronica, Antonio Vezzano, chitarra, Nicola Roccamo, batteria, Andrea Torresani, Fabio Visocchi, tastiere - c’è anche un dj. Che ruolo ha?  

«Dj Zack scratchando o mandando in sincrono con la band le intro dei miei brani più famosi, creerà una sorta di collegamento tra i pezzi. Un elemento in più che rivela con quanta attenzione abbiamo lavorato al live». 

 

«Modern Art» è il titolo di album e tour: a cosa fa riferimento?  

«Esprime la mia concezione di vita, il volermi allontanare da quello che è la modernità, fatta di relazioni virtuali, per tornare all’empatia, alla condivisione reale».  

 

Ha sempre espresso la sua personalità artistica anche nel look. Per il tour «Modern art» ha scelto di indossare le creazioni di Vivienne Westwood. Perché?  

«Non solo perché è una stilista strettamente legata al mondo della musica, ma soprattutto perché per me rappresenta la femmina guerriera: nella moda e nella vita incarna la libertà. Indossare un suo abito vuol dire implicitamente far riferimento a tutto questo. E poi c’è tanto bisogno di colore».  

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