Tragedia di piazza San Carlo, una formula algebrica per calcolare i tempi di fuga

Sentito dai pm il primo dei 20 indagati: “Evento imprevedibile”

Piazza San Carlo doveva contenere al massimo 20 mila persone


Pubblicato il 11/11/2017
Ultima modifica il 11/11/2017 alle ore 08:23
torino

La notte del 3 giugno, in occasione della finale di Champions League, piazza San Carlo si trasformò in una trappola micidiale. Il panico. La gente che cercava di scappare, urtandosi, spingendosi, calpestandosi, schiacciandosi contro le transenne. Sotto il maxischermo, allestito con la supervisione dell’architetto Valter Pirillo - il primo dei 20 indagati convocato ieri in procura per l’interrogatorio - erano in 40 mila, ma avrebbero dovuto essere non più di 20 mila. Se ci fossero state meno persone, il deflusso sarebbe stato più ordinato? Più veloce? Quanto ci avrebbe messo il pubblico ad uscire da quella piazza? La Procura vuole andare in fondo. E, proprio per sciogliere questi interrogativi, gli inquirenti avrebbero commissionato una consulenza matematica – l’ultima di una lunga serie di consulenze – per calcolare i tempi di evacuazione dalla piazza, se la capienza fosse stata rispettata.  

 

 

DENSITÀ ECCESSIVA  

Tra le tante inottemperanze contestate, c’è infatti un decreto del 2001 che stabilisce che la densità non può essere superiore a due persone al metro quadrato, ma quella sera erano il doppio.  

 

 

Ignorato anche il decreto del 1996, che raccomanda «barriere frangifolla» per dividere lo spazio in macro aree da 500 persone. Le vie di fuga dovevano essere sgombre, ma le transenne erano state posizionate ovunque e non c’erano steward in grado di rimuoverle in caso di emergenza perché mancavano i soldi per assumerli. 

 

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I REATI CONTESTATI  

I magistrati Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo lavorano per risalire alle responsabilità. A tutti i venti indagati sono contestate le lesioni, l’omicidio e il disastro colposi. «Si tratta di un modo trasparente per verificare la posizione di ciascuno». A specificarlo è l’avvocato Roberto Trinchero, che assiste Pirillo, componente della commissione in quota Regione come ex genio civile, interrogato ieri mattina per ore. «Non potevo evitare nulla» dice allargando le braccia. «Non sono abituato ad avere a che fare con la giustizia in questi termini». A dare spiegazioni ci pensa il suo legale: «le competenze del mio assistito riguardavano la struttura del maxischermo, l’adeguatezza del progetto, la staticità della struttura, dei motori e dei pesi sospesi. Non le barriere e la capienza della piazza». Pirillo si è occupato dello schermo e delle strutture temporanee, chiedendo anche documentazione aggiuntiva. «Ha curato anche la pedana dei giornalisti, che oltre a reggere l’urto è servita da rifugio per chi scappava».  

 

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NUOVI INTERROGATORI  

Gli interrogatori continuano oggi. Al mattino è atteso in procura Pasquale Piro, componente della commissione vigilanza a nome della Questura. Al pomeriggio avrebbe dovuto essere sentito Giorgio Villani, in commissione in quota Comune, che però non si presenterà. Il suo avvocato Simona Crosetto ha depositato una memoria. 

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