Basta cromo cancerogeno: la svolta a impatto zero della rubinetteria di Briga

La «Fima Carlo Frattini» ha investito due milioni e mezzo di euro in un nuovo impianto di cromatura

Andrea Frattini, amministratore delegato dell’azienda di Briga Novarese, nel nuovo stabilimento


Pubblicato il 11/11/2017
Ultima modifica il 11/11/2017 alle ore 17:29
briga novarese

Un impianto che tende all’impatto zero, grazie all’energia autoprodotta con pannelli solari, a impianti di depurazione e riciclo dell’acqua di lavorazione e all’uso del cromo trivalente per la finitura dei pezzi, abbandonando così il cromo esavalente, tossico e cancerogeno per l’uomo ed altamente inquinante per l’ambiente. «A un anno dai primi test, finora non abbiamo dovuto ancora provvedere a smaltimento di materiale, il residuo è davvero minimo» spiega Andrea Frattini, amministratore delegato della «Fima Carlo Frattini», la rubinetteria di Briga Novarese prima in Italia, nel suo settore, a utilizzare il cromo trivalente per tutta la produzione.  

 

 

UBEBOC

 

Nel nuovo impianto galvanico (dove avvengono la nichelatura e la cromatura dei componenti per renderli più resistenti alla corrosione) l’azienda ha investito due milioni e mezzo di euro: «Alcune aziende usano già il cromo trivalente per una piccola parte di produzione, noi abbiamo scelto di utilizzarlo sempre - spiega l’amministratore delegato -. Ha un costo maggiore, circa il 30 o 40 per cento in più, ma ha il vantaggio di essere sensibilmente meno impattante sull’ambiente. In questo modo anche i costi di depurazione per l’azienda sono irrisori». 

 

 

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I primi test sono partiti circa un anno fa, poi l’impianto ha iniziato a lavorare a pieno regime: oltre all procedimento di «bagno galvanico a 44 vasche», l’impianto è dotato di aspiratori e abbattitori di fumo per eliminare gli odori, di sistemi di filtraggio dell’acqua di lavaggio, che viene riutilizzata, e di pannelli solari per mezzo megawatt, un impianto attivo dal 2011. Tutta la produzione si mantiene a Briga Novarese, dove l’azienda è stata fondata negli anni Sessanta da Carlo Frattini, attuale presidente dell’azienda. E si diffonde in Europa, Medio Oriente e ora anche in Australia: «È un mercato che richiede prodotti diversi da quelli europei, per questo fino a circa un anno fa l’avevamo lasciato da parte - commenta Andrea Frattini -, ma si sta rivelando molto interessante».  

 

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