Anbeta Toromani al Coccia per “Lo Schiaccianoci”: “Volete danzare? Scegliete bene i vostri maestri”

I consigli della ballerina stasera (sabato 11) e domani a Novara

La ballerina Anbeta Toromani (al centro) torna al teatro e stasera alle 20,30 (con replica domenica alle 16) sarà sul palco del Coccia con «Lo Schiaccianoci»


Pubblicato il 11/11/2017
Ultima modifica il 11/11/2017 alle ore 17:35
novara

E’ una delle opere più originali e importanti della coreografia italiana del Novecento. «Ma il nostro non è uno “Schiaccianoci” tradizionale. Spesso, scherzando con il maestro Amedeo Amodio, diciamo che è una versione alla Tim Burton: luci, colori, giocolieri, trampolieri, ombre cinesi e tanto altro, oltre alle musiche straordinarie di Cajkovskji. Merita d’essere visto perché non è solo un balletto ma una favola».  

 

Nata nel mondo della danza classica, poi prestata per anni alla televisione e in particolare alla trasmissione «Amici» di Maria De Filippi, la ballerina Anbeta Toromani torna al teatro e stasera (sabato 11 novembre) alle 20,30 (con replica domenica alle 16) sarà sul palco del Coccia di Novara con «Lo Schiaccianoci» firmato da Amodio con le scene di Emanuele Luzzati. Con lei il compagno di vita oltre che di tanti spettacoli, Alessandro Macario, e poi il corpo di ballo Daniele Cipriani Entertaiment. 

 

Il balletto, il cui tour riparte proprio da Novara nel decimo anniversario della scomparsa di Luzzati, riscopre le ombre e le tinte forti della novella di Hoffman, spesso assenti in altre versioni. «Vedere questo Schiaccianoci - aggiunge Anbeta - significa assistere allo “Schiaccianoci” italiano più bello, uno dei più magici. Rimane il passo a due originale, alla fine: è l’unica cosa non toccata. Ma lo spettacolo, assieme alla “Bella Addormentata”, è il balletto classico per eccellenza. Se esiste da 25 anni, un motivo ci sarà». Anbeta Toromani ama il teatro ma non rinnega il passato televisivo: «Siamo riusciti a portare la danza classica a milioni di telespettatori. Sarebbe bello farlo anche ora, ma purtroppo gli spazi sono sempre più limitati». E a chi vuole buttarsi nella professione delle due punte consiglia «tanto lavoro. Bisogna pretendere molto da se stessi e non sentirsi mai arrivati». E poi «sapere scegliere bene gli insegnanti, soprattutto dove c’è una vasta gamma di proposte». E Novara ne sa qualcosa, visto che tra città e hinterland sono presenti oltre venti scuole di danza. I biglietti costano da 32 a 62 euro.  

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