Veterinario falsificava gli atti dei macelli, ma non c’è truffa nei confronti dell’Asl

Ex consigliere di Cerano è stato assolto dall’accusa di assenteismo


Pubblicato il 11/11/2017
NOVARA

Incaricato del controllo per la sicurezza alimentare, in alcune occasioni non aveva presenziato a Galliate alle operazioni di macellazione di conigli destinati al consumo alimentare, attestando falsamente nei documenti l’esito favorevole della visita.  

E’ questo il motivo per cui ieri il dottor Francesco T., 67 anni, dirigente veterinario dell’Asl residente a Cerano, è stato condannato a 1 anno e 3 mesi di reclusione, con i benefici di legge, e l’interdizione dagli uffici pubblici per un anno. Era a processo per truffa ai danni dell’azienda sanitaria, omissione d’atti d’ufficio e falso, ma dalla prima accusa è stato assolto perché il fatto non sussiste. 

 

Tutto era però partito da lì. Nel 2012 Tambussi era consigliere comunale a Cerano. Il segretario dell’ente segnalò all’allora sindaco accessi del consigliere in municipio per depositare atti, interrogazioni e mozioni all’ufficio protocollo. Avvenivano tutti in orario lavorativo. Secondo l’accusa, F.T. aveva percepito ingiustamente lo stipendio nelle ore in cui si era assentato dal lavoro. 

 

Nulla di anomalo secondo quanto hanno evidenziato i difensori, gli avvocati Beniamino Agliati e Veronica Ghini: hanno fatto leva sull’orario a ingresso flessibile del dirigente, sul fatto che in molti occasioni erano i suoi collaboratori a depositare atti e sulla circostanza che in ogni caso il medico usufruiva di pause lavorative per compiere i suoi doversi istituzionali, lavorando a pochi chilometri dalla sede del Comune. 

I giudici hanno accolto questa tesi e condannato l’imputato solo per le irregolarità al macello. L’Asl, parte civile con l’avvocato Sabrina Faccio, ha ottenuto una provvisionale di 3 mila euro come risarcimento. 

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