A 9 anni dall’incendio torna a splendere il castello di Moncalieri

La residenza sabauda riapre al pubblico

Una delle sale restaurate del castello


Pubblicato il 11/11/2017
Ultima modifica il 11/11/2017 alle ore 08:54
moncalieri (torino)

Dopo quasi dieci anni il Castello di Moncalieri, ex residenza sabauda nella cintura torinese e patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, riapre al pubblico. Torna così accessibile ai visitatori un gioiello incastonato sulla collina ai margini della città. Nel 2008 un incendio devastò alcune aree dell’edificio, costringendo a chiudere le porte per diversi anni. Oggi riprende vita e offre ai turisti la possibilità di ammirare gli appartamenti reali ogni venerdì, sabato e domenica.  

 

Arredamenti, stoffe e tappezzeria abitano le stanze delle principesse Maria Clotilde e Maria Letizia di Savoia, e di Vittorio Emanuele II, senza la pretesa di tornare al passato: il restauro è «evocativo», cioè valorizza e reinterpreta ciò che è rimasto dopo il rogo, senza nasconderne completamente le tracce. 

 

Il polo reale  

Il Castello è parte della rete del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e la sua ristrutturazione rientra nella valorizzazione del polo: «La democrazia ha tempi lenti - dice l’assessora regionale alla Cultura, Antonella Parigi -. Ma oggi finalmente possiamo ammirare il risultato. Il sistema delle residenze reali è un unicum su cui lavoriamo da anni per farne una meta turistica d’eccellenza».  

 

Di proprietà dello Stato da quando Vittorio Emanuele III rinunciò, dopo la Prima guerra mondiale, ad alcune residenze della Corona, il Castello fu abitato dalla principessa Letizia fino alla sua morte, nel 1926. Oggi i ragazzi del Primo Reggimento carabinieri «Piemonte» sono custodi dello spazio. Già nel 1928 era sede della Scuola di reclutamento per gli ufficiali di complemento del Corpo d’armata di Torino. Dal Dopoguerra i carabinieri si sono definitivamente stabilizzati in un’ala. «Il Reggimento tornerà a Torino presto - commenta l’assessora alla Cultura del Comune di Moncalieri, Laura Pompeo -. Abbiamo stipulato un’intesa che prevede anche la gestione del parco, prima demanio militare inaccessibile. Riaprirà appena possibile». 

 

Soldi pubblici e privati  

Gli enti coinvolti nella ristrutturazione sono la Compagnia di San Paolo, con un finanziamento di 3,5 milioni di euro, il Polo Museale del Piemonte, il Comune di Moncalieri, il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e il ministero. Secondo Gennaro Miccio, segretario del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il Piemonte «questo restauro dimostra la presenza, qui in Piemonte, di una rete di soggetti che si occupano di beni culturali che forse non ha pari in Italia». «Abbiamo creduto da subito nel restauro di questi appartamenti - dice Walter Barberis, consigliere della Compagnia di San Paolo - non per mera beneficenza, ma perché crediamo che investire in cultura e in bellezza sia fondamentale per la società».  

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