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Cultura
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 12/11/2017.
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A Torino il fondo Tullio De Mauro

Oggi s’inaugura la sede con i materiali di sessant’anni di ricerche

La distruzione del linguaggio è la premessa a ogni futura distruzione». A sostenerlo fu il linguista Tullio De Mauro, con un’analisi elaborata ben prima dell’offensiva dei social e degli emoticon contro l’italiano corretto. Da oggi Torino celebra l’insigne linguista inaugurando «La casa del Fondo Tullio De Mauro»: un luogo per studiare, comprendere, dibattere e confrontarsi sui temi lasciati in eredità dal docente universitario scomparso il 5 gennaio di quest’anno.  

 

La sede del Fondo si trova a Torino in via Arsenale 27/E e ospiterà, oltre agli uffici del professore, la sua immensa collezione privata da sfogliare, che fu donata nel 2011 dal docente universitario e dalla moglie Silvana Ferreri alla Rete Italiana di Cultura Popolare. Questa raccolta è il frutto di sessant’anni di ricerche di Tullio De Mauro: una miniera di libri, opuscoli, riviste, ma anche tanta letteratura «grigia» che spazia dagli studi sui dialetti italiani alle lingue di minoranza, passando per dizionari dialettali, filastrocche, proverbi, racconti e fiabe.  

 

Il recupero digitale dei documenti si deve alla Fondazione Crt che li sta catalogando utilizzando le nuove tecnologie di comunicazione per renderli consultabili dal grande pubblico e in particolare dagli studenti. Sempre questa Fondazione fu la prima a offrire una casa al Fondo Tullio De Mauro, già nel 2015, nello spazio delle Officine Grandi Riparazioni.  

 

Ora però c’è una seconda e nuovissima sede, appunto in via Arsenale, con un terrazza che potrà diventare luogo di lettura o sede di dibattiti. La giornata inaugurale durerà dalle 10,30 alle 18,30 intrecciando dibattiti, letture e riscoperta dei dialetti «viventi» si aprirà in via Arsenale e si concluderà alle Ogr di corso Castelfidardo con la proiezione del documentario Futuro Anteriore di Riccardo Piaggio e un incontro con il cantautore e poeta Massimo Bubola. 

 

L’apertura della Casa del Fondo Tullio De Mauro chiude la XXII edizione del Festival Internazionale delle Culture Popolari che è stata dedicata all’eredità culturale del linguista «e riflette - come spiega Chiara Saraceno, presidente della Rete Italiana di Cultura Popolare - sulle storie di migrazione, integrazione e speranza che nei decenni si sono succedute anche a Torino». 

Emanuela Minucci
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