Il nuovo ospedale del Vco ha due anni di ritardo, a rispettare i tempi è Ornavasso

Il Consiglio comunale pronto a votare la variazione al piano regolatore


Pubblicato il 12/11/2017
ORNAVASSO

In ritardo di due anni secondo la tabella di marcia contenuta nel protocollo d’intesa siglato nel novembre 2015 dal territorio con Asl e Regione. Nel documento condiviso quasi all’unanimità veniva indicato il 2019 come anno di avvio dei servizi sanitari nel nuovo ospedale unico di Ornavasso, che dovrebbe «spegnere» quelli di Verbania e Domodossola. Da recenti dichiarazioni del vice presidente della Regione Aldo Reschigna e dell’assessore alla Sanità Antonio Saitta si apprende però che la fine del loro mandato - primavera 2019 - sarà il termine entro il quale esaurire la procedura di affidamento lavori e poter dare il via all’apertura dei cantieri nella zona collinare scelta, all’imbocco dell’Ossola. Come minimo - sostiene chi se ne intende - per i lavori di costruzione ci vorranno altri due anni, ammesso tutto fili liscio. E intanto sul sito del comune di Domodossola scorre inesorabile il cronometro del sindaco Lucio Pizzi, sempre più scettico sul progetto nel quale, a differenza del suo predecessore Mariano Cattrini, non ha mai creduto.  

Il Comune rispetta i tempi

Chi procede con passo deciso è il Comune di Ornavasso. Beneficiato dalla scelta «baricentrica», sta salvaguardando il programma osservando puntualmente la scaletta dettata dalla Regione. «Ci avevano detto che sarebbe stato auspicabile approvare la variante per cambiare la destinazione dell’area da agricola a sanitaria entro il 15 novembre: ebbene, martedì 14 si riunisce il Consiglio per il voto» dichiara il sindaco Filippo Cigala Fulgosi. La sua amministrazione non ha perso tempo e quando dalla Regione, lo scorso aprile, è arrivato il «semaforo verde» con l’approvazione in giunta dello studio di fattibilità, ha incaricato l’architetto Roberto Ripamonti di entrare nel vivo della preparazione della variante al piano regolatore. 

 

 

«Con una squadra che comprende più professionalità - dice Ripamonti - abbiamo lavorato 6 mesi. Con il passaggio in Consiglio regionale si arriva alla fase di verifica della compatibilità urbanistica attraverso il tavolo sovra-comunale per la copianificazione, in cui siedono le diverse istituzioni con competenze ambientali e territoriali. Un’attività di verifica e confronto da ultimarsi in 250 giorni». Sono più di 8 mesi, periodo durante il quale la Regione non starà a guardare ma porterà avanti con Scr, la società regionale di committenza, le procedure per arrivare a individuare il partner privato senza il quale non si può dare corso a un’opera da 178 milioni. «Si sono già manifestati segnali di disponibilità. Ho motivo di credere che si concretizzeranno in un’offerta pubblica, sulla base della quale verrà indetta una gara per valutare se alla prova del mercato risulta la migliore» spiega il vice presidente Reschigna. 

 

 

Questione viabilità

L’apertura del cantiere sulla collina di Ornavasso scivola così in là nel tempo rispetto alle iniziali ottimistiche previsioni ma l’amministrazione comunale non perde di vista l’obiettivo: la variante in approvazione prevede anche le due strade di accesso al nuovo ospedale. La prima, lunga un chilometro, sarà un innesto dalla svincolo della superstrada e verrà costruita successivamente. Per la seconda, che partirà dal terzo ponte nella parte alta del centro abitato, si è già affidato l’incarico per la progettazione. «Il tracciato - dice il sindaco - è quello di un sentiero lungo 600 metri, che diventerà una strada di servizio, necessaria per poter dare avvio al cantiere». 

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