Crociere, l’Italia può superare quota 10-11 milioni di passeggeri
Crociere, l’Italia può superare quota 10-11 milioni di passeggeri
13/11/2017

 

 

***Francesco di Cesare, che comincia oggi il suo blog di analisi sul mercato globale delle crociere, è presidente di Risposte Turismo, società di ricerca e di consulenza per la macroindustria turistica con sede a Venezia
 


 

La stagione crocieristica 2017 si avvia a chiudersi, e i dati di traffico confermano quanto già stimato mesi fa, facendo registrare una significativa contrazione dei volumi, tanto di passeggeri quanto di toccate, nel totale nazionale, pur con qualche eccezione rappresentata da porti in controtendenza. Ma, come già accaduto in anni recenti, ad un calo fa seguito una ripresa, e così il 2018 si prospetta come anno caratterizzato da variazioni positive, in particolare sul fronte passeggeri che stimiamo in crescita di 6 punti percentuali o poco più, proiettando un possibile totale movimenti passeggeri attorno ai 10,8 milioni.
 

Torneranno a crescere più o meno tutti i porti principali, a cominciare da Civitavecchia e Napoli, quest'ultimo colpito da un netto calo registrato nell'anno in corso, e Venezia, per la quale si attende da troppo tempo una soluzione definitiva, dovrebbe quantomeno fermare la riduzione costante di traffico che l'hanno spinta fuori dalla top10 mondiale dei porti crocieristici e fatto perdere non poche posizioni da quella mediterranea. All'interno di una geografia portuale crocieristica italiana che conta più di 50 scali, alcune realtà, anche tra quelle considerabili minori per volumi accolti e gestiti, dovrebbero registrare significativi incrementi di traffico, dovuti alle scelte delle compagnie di inserirli negli itinerari programmati. Scelte che però non sono mai definitive, ad eccezione di alcuni itinerari evergreen, e che possono produrre, proprio per quegli scali, shock (tanto positivi quanto negativi) non proprio salutari per le decisioni di investimento e l'organizzazione dei processi produttivi. Torneranno ad essere 3 i porti capaci di movimentare piu di 1 milione di passeggeri (Civitavecchia, Venezia e Napoli) e il tasso di concentrazione del traffico si manterrà sempre alto, con i primi 5 scali a gestire il 63% del totale traffico nazionale. 

Ma quanto merita una riflessione in più è il perdurare di uno scenario che, dal punto di vista dei numeri, sembra caratterizzato da uno status quo che non accenna a cambiare: sono ormai 7 anni che il totale movimenti passeggeri in Italia si attesta tra poco più dei 10 milioni a poco più degli 11, con il record di 11,5 registrato nell'ormai lontano 2011. Si sono registrate variazioni, certamente, ed inversioni di curva, ma pur sempre all'interno di una fascia di oscillazione piuttosto stretta e stabile. Se dunque, fino ad oggi, e legittimamente, ci si è concentrati molto sull'analizzare queste variazioni di anno in anno, l'attenzione d'ora in poi andrà posta su un orizzonte di medio-lungo periodo per comprendere su quale scala gli operatori della crocieristica (le aziende portuali, certo, ma anche agenti marittimi, vettori di trasporto, operatori del turismo all'interno delle varie destinazioni, ed altri ancora) debbano parametrare i propri investimenti, per non trovarsi impreparati a quello che accadrà.
 

E, tenendo conto della offerta addizionale di posti letto conseguente ai numerosissimi vari previsti da qui ai prossimi tre anni (49 navi per quasi 110.000 posti letto), così come delle dichiarazioni dei responsabili delle compagnie di crociera che, in molti casi, garantiscono scelte di deployment che premieranno particolarmente il Mediterraneo e di conseguenza l'Italia, quel che accadrà potrebbe davvero consentire di lasciare alle spalle quella fascia di oscillazione e quell'apparentemente invalicabile limite superiore. Il potenziale c'è, le navi, quelle nuove e quelle già attive, da qualche parte dovranno pur andare, si tratta di comprendere come - innanzitutto a livello Paese e poi più localmente con le Autorità di sistema portuale e le società terminaliste - organizzarsi al meglio per rispondere a queste nuove sfide.