Caccia ai tre ragazzi in bicicletta che hanno lanciato il sasso in tangenziale

Nessuna telecamera, la polizia: “Se qualcuno ha visto, parli”

Da gennaio già settanta casi in Italia di sassi lanciati dai cavalcavia: è il triste bilancio dell’osservatorio Asaps, l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale Quaranta, sempre dall’inizio dell’anno, le persone denunciate e arrestate per le sassaiole


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 07:34
torino

Non ci sono telecamere che puntano la griglia d’acciaio che si affaccia sulla tangenziale Sud. Lo svincolo per l’Interporto di Orbassano, dove i tir rallentano per svoltare verso il centro logistico, è lì a poche centinaia di metri. Sulla destra ci sono i palazzoni popolari di Mirafiori. A sinistra c’è il multisala The Space Cinema di Beinasco. Come a dire che a lanciare il sasso di due chili che ha sfondato il tetto della motrice di Arcangelo Antonacci potrebbe essere stato chiunque. Il camionista foggiano, arrivato a Torino per ritirare un carico di carta e pannelli di plastica, è sicuro di aver visto gli autori di quel gioco folle. «Li ho notati sul ponte del Drosso poco prima di passare sotto di loro. Erano un gruppo di ragazzi, credo tre o forse quattro, con le biciclette. Sulle spalle avevano degli zaini, come quelli che si usano per andare a scuola». 

 

LEGGI ANCHE Sasso lanciato sulla tangenziale “Due centimetri e mi avrebbe ucciso, ma ho visto chi mi ha colpito”  

 

L’APPELLO  

La polizia che venerdì lo ha raggiunto all’uscita della tangenziale, ha raccolto la sua denuncia e sabato ha consegnato una prima relazione in procura. Le ipotesi di reato sono lancio di oggetti pericolosi e danneggiamento. Ma non ha elementi in più per sviluppare le indagini. Per questo gli investigatori cercano eventuali testimoni: «Chi sa, o crede di avere visto qualcosa, parli». Ma ieri, chi attraversava a piedi il ponte ancora avvolto dalla nebbia, non sembrava nemmeno avere la voglia di commentare la notizia. Sui social, invece, si sprecano gli insulti rivolti ai responsabili senza nome. Ma anche qui i commenti si dividono tra chi si augura pene esemplari e chi invece preferirebbe il silenzio assoluto sulla vicenda. «Troppo rischioso, si alimenta solo l’emulazione». 

 

 

«MODA DEMENZIALE»  

Già, perché quella dei sassi lanciati dai ponti su auto e camion in corsa è una moda demenziale che ha origini lontane. Il primo episodio mortale risale al 22 aprile 1986 quando venne colpita una bimba di due mesi. Dormiva nell’auto dei genitori, centrata da un masso lungo la provinciale Milano-Lentate. Dall’inizio dell’anno, in tutta Italia, l’osservatorio Asaps - l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale - ha già registrato una settantina di lanci. L’ultimo in ordine di tempo è della notte tra sabato e domenica. Autostrada A20, Palermo-Messina. Attorno alle 3, due diciassettenni sono stati fermati dalla Polstrada dopo essere stati sorpresi a gettare dei blocchi di calcestruzzo presi da una canalina di scolo. Adesso dovranno rispondere di tentato omicidio. Sempre da gennaio, sono già quaranta le persone denunciate o arrestate. Trenta di loro, e forse è proprio questo il dato più preoccupante, sono minorenni. 

home

home

I più letti del giorno

I più letti del giorno