Il regolamento vieta i giochi: il condominio sfratta la sala con le slot machine

Il tribunale ha dato ragione ai condomini contro la sala giochi perché il regolamento interno e vieta gioco nei locali


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 16:17
torino

Il regolamento di condominio può essere la carta vincente contro le sale giochi. Lo è stato in corso Racconigi 26: i locali che ospitavano le «macchinette» da giorni hanno le serrande abbassate ed è scomparsa l’insegna. 

Contro l’apertura della sala giochi, 3 anni fa, si era mosso il quartiere. La parrocchia San Pellegrino aveva raccolto 600 firme. La Circoscrizione aveva provato a metterle i bastoni tra le ruote. Era vista dai residenti come elemento di degrado: le macchinette «mangiasoldi» avrebbero attirato sbandati e alimentato la dipendenza da gioco. Ma le proteste non avevano potuto nulla contro l’apertura, per di più 24 ore su 24, a due passi da chiesa, scuole e case popolari.  

 

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«GIOCO VIETATO»  

Si trattava di una sala giochi Vlt Videolottery, che riceve l’autorizzazione dalla prefettura e quindi non è tenuta a rispettare i regolamenti comunali, che mettono paletti come la distanza minima dai luoghi di culto o fasce orarie «protette». 

La battaglia, che sembrava impossibile, l’ha vinta il condominio. Il regolamento interno vieta genericamente il «gioco» nei suoi locali. E il tribunale civile ha dato ragione ai condòmini, contro la società Fisil, che affittava lo spazio dalla Racconigi sas. Quella vecchia clausola del regolamento condominiale, secondo il giudice, va rispettata. 

 

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NIENTE APPELLO  

Anche se la sala giochi non sembrava troppo frequentata, esulta Fra Bruno Castricini, il parroco che 3 anni fa lanciò la petizione: «Non posso che essere contento. Aiutiamo anziani che finiscono nella rete del gioco, quella sala non era una buona cosa per il borgo». I gestori avevano pensato di fare appello contro la sentenza, che risale a marzo, ma hanno desistito. Obiettavano ad esempio che il regolamento risale a prima che le Videolottery fossero inventate, e che non era una sala giochi, ma una sala scommesse. Non fa differenza, dice in sostanza il giudice Tiziana Latella. «La sentenza è discutibile e potevamo fare ricorso - spiega il legale della società, Giancarlo Molinari - ma i miei clienti hanno molte attività e non è un problema cambiare tipologia di locale». 

 

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C’È ANCHE IL RUMORE  

Secondo l’avvocato del condominio, Gabriella Cacciatore, la sentenza dimostra che i condomini possono opporsi alle sale giochi, «i regolamenti oggi possono essere anche molto dettagliati». Il limite è che «vanno approvati da tutti e basta un condòmino contrario perché non se ne faccia nulla». C’è chi sottolinea che anche nei bar dell’isolato ci sono le slot, «ma non è l’attività prevalente, il regolamento di condominio non vale». Piuttosto, si possono contestare altri problemi, come ad esempio il rumore. Ed è proprio quello che farà il condominio, di nuovo pronto alla guerra legale: la società avrebbe in proposito di aprire, al posto della sala giochi, un bar h24. 

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