Si finse agente segreto per truffare 1,5 milioni di euro, ma non può essere giudicato

I fatti risalgono al 2013: gravissimi problemi di salute gli impediscono di stare in giudizio. La “spalla”, ispettore di polizia in pensione, condannato invece a due anni e due mesi


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 18:13
torino

Si era spacciato per agente dei servizi segreti e, insieme a un complice, aveva portato via ad un imprenditore un milione e mezzo di euro. La vicenda, che risale al 2013, si è chiusa oggi in tribunale a Torino: il falso 007 non è stato processato perché dei gravissimi problemi di salute lo hanno reso incapace di stare in giudizio. Invece l’amico, Gerardo M., 61 anni, ispettore di polizia in pensione, è stato condannato a due anni, due mesi e venti giorni di carcere per truffa aggravata dal danno di grave entità. 

 

LA MESSA IN SCENA  

La parte lesa, industriale canavesano in difficoltà economiche, fu convinto a versare il denaro a più riprese in contanti: l’«agente segreto» diceva che serviva per sbloccare un grosso finanziamento con cui avrebbe investito nella fabbrica. Per essere più convincenti, gli imputati - secondo le accuse - organizzarono una sapiente messinscena: appuntamenti alle 6 del mattino in luoghi appartati, trench, bevute di whisky. Gerardo M. (difeso dagli avvocati Roberto De Sensi e Ludovica Gubetta) dovrà versare alla parte civile una provvisionale di 200 mila euro.  

 

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