Parroco smemorato sostituito da un fedele

Il sacerdote non arriva e la Messa l’officia il «ministro straordinario della Comunione»

Don Mario Berardo (a sinistra) e don Gigi Coello il referente della comunità di Beinasco


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 14:52
BORGARETTO (torino)

Il parroco non arriva e i fedeli restano senza messa. La cronica mancanza di preti in molte comunità cattoliche è andata in scena in tutta la sua problematicità a Borgaretto sabato alle 18, nella chiesa di Santa Maria. Per quell’ora era infatti prevista la messa prefestiva, ma il parroco che doveva officiarla non si è presentato.  

Dopo circa un quarto d’ora di attesa, nell’impossibilità di contattare altri sacerdoti che potessero arrivare in tempi brevi, ci ha pensato il «ministro straordinario della Comunione» a prendere in mano la situazione. Una figura che la Chiesa ha individuato come aiuto all’attività dei preti.  

 

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«SOLO UN ERRORE»  

Dopo le letture e il momento di preghiera è stata distribuita l’eucarestia, prima che i fedeli potessero «andare in pace». Quanto successo però non ha mancato di scatenare polemiche: tra chi invoca un prete stabile a Borgaretto dopo un anno di attesa e chi invece chiede che anche i cristiani praticanti possano dire messa. 

Il perché sia saltata la celebrazione prefestiva lo spiega don Gigi Coello, il parroco referente della comunità beinaschese: «Don Mario Berardo era colui che doveva essere a Santa Maria sabato pomeriggio, si è però dimenticato di segnare in agenda l’appuntamento. C’è stato un fraintendimento: in un primo tempo sarei dovuto essere io a celebrare la funzione, poi ci siamo accordati per un cambio turno che non è stato ricordato. Capisco che ci possa essere stato dello sconcerto da parte dei fedeli ma sono errori che possono capitare, specie quando le messe si sovrappongono in diverse parrocchie. Il ministro della Comunione ha comunque garantito i momenti di preghiera e dell’eucaristia».  

 

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POCHI PRETI  

Il problema della carenza di sacerdoti a Borgaretto si trascina da tempo: «Purtroppo è così – spiega don Gigi -, siamo in due e don Mario al momento non è qui in maniera permanente, visto che la sua parrocchia di riferimento è a Carmagnola. Entro fine novembre però abbiamo già la certezza che si trasferirà a Borgaretto, cosa che permetterà di risolvere una volte per tutte il problema. Mi spiace se i fedeli che aspettavano la messa di sabato ci sono rimasti male. Purtroppo la situazione è difficoltosa ovunque: ci sono realtà in cui c’è un parroco ogni 10 mila abitanti». Inevitabile l’aiuto dei laici. 

In effetti non sono pochi coloro che hanno storto il naso: «Oltre all’attività del parroco – raccontano i fedeli -, dobbiamo ringraziare le persone comuni che si spendono quotidianamente affinché le attività della parrocchia proseguano. Senza di loro, la situazione sarebbe ancora più drammatica». 

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