Oggi l’ultimo saluto a Re Biscottino: “Era un baluardo della Novaresità”

Alle 14 in Duomo il funerale di Sandro Berutti

Il sindaco Alessandro Canelli consegna le chiavi della città a Re Biscottino. È il 12 di febbraio, il suo ultimo carnevale


Pubblicato il 14/11/2017
NOVARA

Si terrà oggi alle 14 in Duomo il funerale di Sandro Berutti, 79 anni, per tutti Re Biscottino, morto nella notte di sabato. Dal 2002, quando raccolse l’eredità di «Ricu» Tacchini, ogni carnevale si toglieva i panni del geometra in pensione e indossava quelli della maschera cittadina, ruolo che ricopriva al meglio, regalando ai bambini pomeriggi in allegria, con la fidata Regina Cuneta al suo fianco, al secolo Giusy Sardo: «Provo un dolore grande, lui per me era come un padre, c’era un rapporto molto consolidato, di lavoro ma soprattutto di amicizia. Con lui avevamo fondato l’Associazione, da 5 persone ci siamo trovati ad averne oggi circa quattrocento».  

 

Lo stato di salute di Sandro Berutti negli ultimi tempi era divenuto precario, tanto che lui stesso aveva suggerito a Giusy Sardo di trovare un «vice» Re Biscottino, che potesse sostituirlo nelle trasferte più lontane. «E lo avevamo individuato in Renato, mio fratello, che ora dovrebbe raccogliere l’eredità di Sandro. Anche Berutti era contento del lavoro che stava svolgendo Renato» chiude la «regina». 

 

In città la notizia ha suscitato profondo cordoglio. Tanti conoscevano Sandrino, che amava il jazz, le bocce e il basket. Fu «Novarese dell’anno» nel 1997. Lo ricordano con affetto anche i due sindaci che avevano condiviso con lui gli ultimi carnevali novaresi: Andrea Ballarè e Alessandro Canelli. «Abbiamo vissuto 5 anni di città insieme - ha scritto su Facebook Ballarè - Tu come me a tempo pieno, anche se il carnevale dura poche settimane. Tu ricoprivi il tuo ruolo come una missione. Quella di stare vicino ai bambini ma anche agli anziani e alle persone bisognose come rappresentante allegro ma impegnato della nostra Novara. Grazie per come hai interpretato questo ruolo di tradizione e di sensibilità cittadina. Un abbraccio». 

 

Il sindaco Alessandro Canelli, visibilmente dispiaciuto, ha commentato: «Impossibile dimenticarlo, anche tra anni. Pensando a Sandro ci scapperà sempre un sorriso. Resteranno d’esempio per tutti noi l’entusiasmo per la vita vissuta con pienezza, l’amore per la sua città e il suo senso di orgogliosa appartenenza, il coraggio, la forza d’animo e la dignità con cui ha vissuto la sua malattia. Era un baluardo della Novaresità. Ai suoi famigliari e a tutta la corte del nostro Carnevale va il mio più affettuoso abbraccio».  

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