Rubavano il rame alla Bemberg di Gozzano: “Senza soldi e lavoro, dobbiamo mantenere i figli”

Condannati i tre ladri del colpo di agosto allo stabilimento chiuso da anni

Lo stabilimento della Bemberg è vuoto da tempo


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 15/11/2017 alle ore 09:26
gozzano

Uno stabilimento abbandonato che fa gola ai ladri. Più volte la ex Bemberg di Gozzano è stata presa di mira soprattutto da bande di malviventi «in trasferta» alla ricerca di rame da vendere nel mercato illegale. È successo la settimana scorsa, quando l’allarme è suonato e sono arrivati subito i carabinieri. È accaduto anche all’inizio d’agosto, quando tre uomini provieniti dal Varesotto sono stati subito arrestati con due tonnellate di materiale rubato.  

 

Ripresi nei video  

Ieri per loro il conto della giustizia al termine del processo per direttissima: Franco Brunetti, 47 anni, residente in provincia di Crotone ma dimorante in zona, è stato condannato a 2 anni di carcere; Pasquale Mongello, 49 anni, di Gallarate, e Alek Arcetti, di 28, di Busto Arsizio, hanno rimediato invece 1 anno e mezzo. Erano difesi dagli avvocati Pamela Ranghino, Fabrizio Cardinali e Corrado Peloso. Il pm Ciro Caramore aveva chiesto la condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione. 

 

Il loro furgone era stato intercettato a Fontaneto d’Agogna di notte. I carabinieri si erano insospettiti e avevano deciso di fermarlo. Nel controllare i documenti avevano notato i numerosi precedenti penali dei tre occupanti e allora deciso di perquisire anche il Mercedes: all’interno erano nascosti due mila chili di cavi di rame, risultati rubati poco prima allo stabilimento della «Bemberg», chiuso ormai da anni dopo il fallimento della società. 

 

Le telecamere del paese li avevano ripresi mentre caricavano il materiale sul loro mezzo e quindi non hanno potuto negare gli addebiti: «Siamo senza soldi e senza lavoro - si sono giustificati in aula davanti al giudice - e dobbiamo mantenere le nostre famiglie».  

Stesso copione anche un paio di anni fa. Davanti ai capannoni della Bemberg stazionava un furgone e gli occupanti erano dei ladri di origine bosniaca in trasferta da Torino. Si tratta in genere di una criminalità itinerante che gira fra le grosse fabbriche chiuse a caccia di materiale da recuperare e rivendere. L’area della Bemberg è di circa 300 mila metri quadrati e per la bonifica sono necessari diversi milioni di euro. 

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