Asia Argento guest director al Torino Film Festival per raccontare “l’Amerika” che ha votato Trump

La rassegna diretta da Emanuela Martini in programma dal 24 novembre al 2 dicembre


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 21:04
Roma

La scelta di Asia Argento nel ruolo di «guest director» del prossimo Tff risale, fa sapere il direttore Emanuela Martini, alla scorsa primavera: «Trovo che Asia sia intelligente e colta e, dai tempi del suo film “Scarlet Diva”, ho sempre pensato che sia una regista capace di esprimere, anche rischiando, una forza e un pensiero critico che manca a molti narratori italiani». Appena ricevuta l’offerta, Argento ha accettato: «Le ho mandato una mail e quando ci siamo sentite al telefono aveva già in mente chiarissimi i titoli dei film che voleva proporre. La certezza di poter essere presente dipendeva da impegni di lavoro presi in precedenza, ma la questione si è risolta e a luglio ho avuto il suo ok definitivo». Di Argento sarà possibile seguire le proiezioni precedute dalle sue presentazioni, oltre alla performance realizzata con il regista Bertrand Bonello: «Ci sono scenari in America - ha spiegato l’autrice -, dove senti che regna la follia, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, sotto quella “Bible Belt” che è poi l’America vera. Quella che un giorno si è finalmente sentita rappresentata da Donald Trump e lo ha votato». 

 

 

Sul Tff, quindi, riflettori più che mai accesi, e non solo per la presenza della protagonista dello scandalo delle molestie sessuali che, dagli Stati Uniti, sta ormai coinvolgendo il mondo intero. Nel programma, particolarmente ricco, nonostante il sostanzioso taglio di budget (dai 2milioni e 350mila dell’anno scorso si è passati ai 2 milioni e 40mila di quest’anno) spiccano presenze attraenti e titoli importanti. Tra il film d’apertura, «Finding your feet/ Ricomincio da me» con il regista Richard Loncraine e il protagonista Timothy Spall in arrivo a Torino, e quello di chiusura «The Florida Project» di Sean Baker, si vedranno, nel concorso Torino 35, riservato ai talenti innovativi «le migliori tendenze del cinema indipendente», provenienti dai più vari Paesi del mondo. Il presidente della giuria è Pablo Larrain, il regista cileno di «Jackie» e «Neruda». Il Gran premio Torino va a Pino Donaggio. Il premio «Maria Adriana Priolo» al regista e scrittore David Grieco. 

 

Gli italiani  

Tra gli italiani in gara Andrea Tagliaferri con «Blue Kids» e Jacopo Quadri con «Lorello e Brunello». Ma i titoli made in Italy sono numerosi anche nelle altre sezioni, si va «Amori che non sanno stare al mondo» di Francesca Comencini a «Smetto quando voglio - Ad honorem», terzo capitolo della saga di Sydney Sibilia, da «Tito e gli alieni» di Paola Randi con Valerio Mastandrea a «Balon» in cui Pasquale Scimeca racconta l’odissea di due ragazzi nigeriani che cercano di raggiungere il Mediterraneo dopo essere scampati a una strage, da «Cento anni» di Davide Ferrario sull’anniversario della disfatta di Caporetto all’«Altrove più vicino» di Elisabetta Sgarbi, viaggio nella Slovenia affidato alle parole di Claudio Magris, Paolo Rumiz e Alojz Rebuda. In programma anche il musical psichedelico «Riccardo va alla guerra» di Roberta Torre e «Favola» di Sebastiano Mauri con Filippo Timi in abiti femminili. 

 

Horror e gatti  

Torna notte horror, torna Sion Sono con il nuovo «Tokyo Vampire Hotel» e il thriller acquista «inquietanti risvolti femminili» in film come «Most beautiful island» di Ana Asensio. Grande attenzione anche alla storia, protagonista di «Darkest hour» di Joe Wright, il film (con Gary Oldman) ambientato nel maggio del 1940, nel momento in cui Winston Churchill diventa primo ministro della Gran Bretagna, e con «Reagan Show» di Pacho Velez e Sierra Pettengill, radiografia del modo con cui il presidente ex-attore usò la televisione come massiccio strumento di propaganda. Gli appassionati di felini potranno seguire «Non dire gatto», la rassegna in sei titoli idealmente collegata alla mostra in corso al Museo Nazionale del Cinema «Bestiale! Animal Film Stars». 

 

 

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