Nuovi soci privati in arrivo per la Fondazione del Libro

L’ente ha due mesi per adottare il piano industriale e ridurre i debiti

Uomo chiave: Massimo Bray si è rivelato un perno fondamentale per il futuro della Fondazione


Pubblicato il 15/11/2017
Ultima modifica il 15/11/2017 alle ore 11:18
torino

I nuovi soci ci sono. E pronti a sostenere una Fondazione del Libro che, dopo aver fatto tesoro degli errori passati, sa svoltare. Ha due mesi di tempo, l’ente, per cambiare pelle. Poi realtà come Camera di Commercio, l’Unione Industriale sono pronte a sostenerla economicamente e si fa largo l’ipotesi di un ritorno della Fondazione Crt. Però in questi due mesi bisogna dare forti segni di discontinuità rispetto a quell’ente che negli anni si è fortemente indebitato erodendo il proprio fondo di dotazione. «L’assemblea dei soci del Salone del Libro, nella riunione di domani, (scrivevano ieri Comune e Regione, ndr) presenterà il percorso di messa in sicurezza del Salone. Si è deciso infatti che la Fondazione avrà due mesi di tempo per attuare il piano industriale e per fronteggiare le principali criticità debitorie. Al termine di questo periodo, i soci saranno in possesso degli strumenti per valutare se la Fondazione sarà nelle condizioni di proseguire il proprio lavoro, o se si dovrà costituire un nuovo strumento per garantire la prosecuzione delle attività del Salone del Libro».  

 

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LA ROAD MAP  

In questi 60 giorni la Fondazione per il Libro dovrà cambiare pelle. I soci dovranno mettere nero su bianco il progetto di fattibilità del piano industriale (realizzato dalla società Deloitte due mesi fa) e uno schema con tappe precise per affrontare il problema dell’indebitamento. Nel frattempo si darà vita ad una cabina di regia di cui faranno parte Fondazione per la Cultura e Circolo dei Lettori che si occuperà dell’organizzazione del 31° Salone. È questa la «road map» di massima che verrà assunta oggi dall’assemblea straordinaria dei soci. Prospettiva che è stata individuata sulla base delle richieste di garanzie arrivate da potenziali nuovi soci. Sondati dalla Regione per contribuire a risanare dal punto di vista finanziario l’ente hanno fatto le loro contro-richieste. Come si sa infatti sui conti che non tornano della Fondazione c’è un’inchiesta della Procura, il quadro dell’indebitamento va dai due milioni di arretrati da versare ai fornitori del Salone a un milione di rosso sul bilancio 2016.  

 

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BRAY SUL SALONE «BLINDATO»  

Secondo il presidente della Fondazione Massimo Bray (cui è stato chiesto di restare tale) eliminando la Fondazione si sarebbe messo a rischio anche il prossimo Salone: «Mi dispiace davvero che le vicende amministrative non abbiano messo in risalto lo sforzo che si sta facendo, giorno dopo giorno, da La Gioia, dal personale della Fondazione, dagli editori, per definire il programma culturale del prossimo anno. In questa situazione, eliminare tout court la Fondazione, avrebbe voluto dire mettere in difficoltà il lavoro di chi, in una situazione non facile, sta cercando con passione e tenacia di difendere i valori del Salone. Ecco perché si è individuata una soluzione ponte che metta in sicurezza il Salone e dia il tempo necessario per valutare il futuro della Fondazione». 

 

I PARTNER PRIVATI  

I possibili partner privati sondati dal presidente della Regione Sergio Chiamparino - Camera di Commercio, Unione Industriale e Fondazioni bancarie - sono stati tutti molto chiari: siamo disponibili a investire fondi, ma su un progetto serio che si manifesti con forti segni di discontinuità rispetto al precedente e che ne valga la pena. Ed ecco quindi i passi necessari da farsi. Compreso quello di far entrare questi soggetti nella cabina di regia che dovrà coordinare i lavori per il Salone 2018. Ne faranno parte anche gli «Amici del Salone» e gli editori. Il documento dovrà essere approvato in tempi rapidi da entrambi gli enti. Intanto ieri la Regione ha confermato il suo impegno sul futuro della Fondazione del libro approvando l’emendamento all’assestamento di bilancio che prevede un’ulteriore copertura finanziaria alla Fondazione del Libro. «Si tratta - ha spiegato Davide Gariglio presidente gruppo Pd - di una disponibilità offerta alla giunta che in caso di bisogno potrà utilizzare 1,5 milioni di euro per il futuro della Fondazione». 

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