“Pestato senza un motivo da cinque buttafuori nella discoteca di Ivrea”

Il titolare del locale: “Allontanato perché ubriaco, si è rotto il naso da solo”

L’aggressione denunciata da Giovanni Migliaccio sarebbe avvenuta all’esterno della discoteca Shake di Ivrea


Pubblicato il 15/11/2017
Ultima modifica il 15/11/2017 alle ore 07:51
ivrea

La presunta vittima, un ragazzo di 19 anni, dice di essere stato sbattuto fuori dalla discoteca dopo un’infinita catena di malintesi. Pestato senza tanti complimenti da cinque buttafuori, salvato dalla polizia e dal padre contattato al telefono dalla sorella, dopo una fuga rocambolesca con tanto di transenne lanciate in aria per allontanarsi in fretta dai suoi aggressori. Il presunto diffamato, che è poi il proprietario del locale, racconta invece un’altra storia. Parla di un cliente sbronzo, messo alla porta perché infastidiva i clienti e che dopo aver attaccato lui stesso gli addetti alla sicurezza si è ferito da solo, dando in escandescenza e sradicando dal terreno le barriere poste per delimitare l’uscita sul retro. 

 

«STAVAMO FUMANDO E... »  

Di certo, in tutta questa storia destinata a finire davanti a un giudice del tribunale, ci sono le denunce e un referto medico, quello del diciannovenne rilasciato dal pronto soccorso di Ivrea. Che parla di «frattura del setto nasale, frattura falange terzo dito mano sinistra, trauma cranico». Prognosi: trenta giorni. Succede tutto nella notte tra venerdì e sabato allo Shake, locale danzante di corso Vercelli, zona industriale alle porte di Ivrea. Alle 3,30, Miriam Migliaccio, 22 anni, che nelle discoteche della città ha già lavorato come pr, telefona al papà: «Corri qui. Stanno picchiando Giovanni». Lui è il fratello minore, studente di ragioneria. Che lunedì, insieme alla sorella, ha presentato una denuncia in commissariato. «Eravamo insieme ad amici sul retro della discoteca. Stavamo fumando una sigaretta quando un ragazzo, che conosco di vista, ha iniziato a provarci con la mia ragazza. L’ho allontanato, ma mica in modo sgarbato: ridevamo entrambi». Prosegue Miriam: «Uno dei buttafuori gli è arrivato alle spalle e l’ha preso per il collo. Ho provato a difenderlo ma anche io sono stata trascinata via, verso l’uscita. Mi hanno placcato a terra in due, mentre altri tre picchiavano mio fratello con calci e pugni. Lui è riuscito a scappare ma lo hanno rincorso tutti e cinque e hanno ripreso a pestarlo». Perché tanta foga? «Già alla fine di ottobre gli stessi buttafuori non lo avevano fatto entrare in una discoteca - il servizio di sicurezza è il medesimo per altri locali della città -. Dicono che si era presentato un’ora prima, solo e ubriaco con una bottiglia in mano, quando invece era a casa con me. Hanno sbagliato persona, ma da quella volta hanno iniziato a puntarlo. Alla polizia hanno detto che sono intervenuti per proteggere l’altro ragazzo. Adesso, proprio lui ci ha detto che è pronto a testimoniare che tra lui e Giuseppe non era successo niente». 

 

«ERA COMPLETAMENTE UBRIACO»  

Opposta la ricostruzione del titolare dello Shake, proprietario a Ivrea anche delle discoteche Eva e Fenice. «Quel giovane era completamente ubriaco. È stato correttamente allontanato dal personale e a quel punto ha dato di matto» sostiene Valter Molon, che adesso si è affidato all’avvocato Paolo Maisto. Continua: «Ha sollevato da terra le transenne e probabilmente è in quel frangente che si è ferito. Ma nessuno lo ha picchiato: ha fatto tutto da solo. E la stessa notte la sua famiglia non ha perso tempo: prima ancora della denuncia, ci ha diffamato su Facebook postando foto e raccontando una storia assurda». Una storia che poteva essere chiarita dai filmati di videosorveglianza. Peccato che quella sera le telecamere, e lo ha verificato anche la polizia, fossero spente. 

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