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Economia
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 15/11/2017.
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L’inchiesta sulle banche accelera A Natale audizioni di Visco e Vegas

Ecco le lettere tra Bankitalia e Consob sul bond del 2009

La commissione d’inchiesta sul sistema bancario accelera e raddoppia le sedute, con l’obiettivo di chiamare in audizione il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il presidente di Consob Giuseppe Vegas prima di Natale. Chiuso il capitolo delle banche venete, ieri la commissione ha iniziato le audizioni su Mps con i pm di Milano Stefano Civardi e Giordano Baggio. Entro la settimana dovrebbero essere sentiti il procuratore capo di Siena, Salvatore Vitello, mentre venerdì sarà la volta del Colonnello della Guardia di Finanza Pietro Bianchi, che al Nucleo valutario della Gdf aveva seguito l’inchiesta su Mps. Il presidente Pierferdinando Casini ha già chiesto alla Banca d’Italia la documentazione relativa all’acquisto di Antonveneta, già emersa come «l’inizio della fine» dell’istituto senese.  

 

I Cinque stelle hanno chiesto di sentire anche Mario Draghi, governatore di Bankitalia all’epoca dell’operazione Antonveneta, per Montepaschi e Federico Ghizzoni per Banca Etruria, relativamente all’intervento di maria Elena Boschi sull’allora ad di Unicredit. 

 

Ma a tenere banco sono ancora gli scambi di accuse tra Consob e Bankitalia sui rispettivi ruoli nelle crisi bancarie, con riferimento in particolare al collasso delle banche venete. Ieri su queste pagine è stata ricostruita la vicenda della mancata comunicazione tra i due organi di vigilanza nel periodo 2008/2009. In particolare, a fronte di una specifica richiesta di informazioni della Consob (ai sensi dell’articolo 4 del Tuf) su una operazione di scambio tra due bond subordinati convertibili della Vicenza, Bankitalia non avrebbe fornito alla Commissione per la Borsa tutte le informazioni in suo possesso. Secondo quanto ricostruito, l’ispezione di Bankitalia del 2009 (di «follow up» rispetto all’ispezione generale del 2009), aveva segnalato i progressi compiuti dalla Bpvi ma sottolineato che permanevano alcune criticità. Tra queste, il prezzo delle azioni troppo elevato rispetto alla redditività della banca, che avrebbe potuto avere riflessi anche sulla conversione di bond (convertibile 2007-2015). Ovvero, lo stesso bond per il quale la Consob chiese informazioni. La relazione finale sull’ispezione del 2009 - che cita espressamente quel bond - è del 18 settembre, mentre la richiesta di informazioni della Consob è del 2 ottobre. Bankitalia risponde il 27 ottobre successivo, riportando i dati patrimoniali e di bilancio della Vicenza, riferendo degli accertamenti ispettivi e aggiungendo gli accertamenti di vigilanza, segnalando i «miglioramenti» registrati sia nei profili gestionali che nel controllo dei rischi nella ispezione del 2009 rispetto alla precedente. E chiudendo con la considerazione l’operazione di scambio dei bond si sarebbe inserita in un «più articolato piano di rafforzamento patrimoniale», senza nulla riferire sulle criticità riscontrate dagli ispettori. Dal canto suo, Bankitalia riferisce della costante interlocuzione tra le due autorità anche in quel periodo. In particolare, fin dal 3 gennaio del 2008 Bankitalia aveva segnalato a Consob di aver chiesto a Vicenza un requisito patrimoniale specifico per far fronte ai rischi di mercato e il 5 del 2009 aveva invece trasmesso alla Consob stralci del rapporto ispettivo del 2008, che si era chiuso con una serie di pesanti rilievi e una serie di sanzioni per i vertici. 

gianluca paolucci
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