Da Testori a Flaubert, quanti drammi al femminile

Donne protagoniste di varie pièce in scena in questi giorni

Arianna Scommegna in scena in «Cleopatràs» di Testori al Teatro Gerolamo


Pubblicato il 15/11/2017

Da sempre Giovanni Testori ha messo le donne al centro delle sue opere, dai primi romanzi «La Gilda del MacMahon», «La Maria Brasca», «L’Arialda». E poi ancora «La Monaca di Monza», «Erodiade». Giusto per citarne alcune che il femminile l’hanno già esplicitato nel titolo. Non stupisce quindi che tali siano anche le protagoniste dei suoi ultimi scritti, «Tre Lai», lamenti funebri espressi da altrettante straordinarie figure drammatiche, Cleopatra, Erodiade, la Madonna.  

 

Diretta da Gigi Dall’Aglio, Arianna Scommegna, premio Hystrio 2011 all’interpretazione, ne porta in scena due, «Mater Strangosciàs» (oggi e domani) e «Cleopatràs» (il 17 novembre), proposte in sequenza nel rinnovato Teatro Gerolamo (piazza Beccaria 8, ore 20, 6/28 euro), momentanea sede del ramingo Atir-Teatro Ringhiera “on the road”.  

La forza interpretativa dell’attrice si trasfigura nei sentimenti di queste potenti creature testoriane: preghiera, invettiva, dolore, sofferenza, disperazione. E un’arcaica lingua brianzola. 

 

E figure drammatiche sono le due donne al centro di «Una promessa d’amore» all’Out Off (via Mac Mahon 16, fino al 3 dicembre, 18 euro), adattamento firmato Lorenzo Loris di un testo di Lucrezia Lerro dedicato alle sfortunate e tragiche esistenze attraversate dalla follia delle figlie di Victor Hugo, Adele, e di Georges Simenon, Marie Jo. 

 

È invece una donna di oggi, cresciuta in Francia, immersa nella nostra cultura, la protagonista di «Tu es libre» di Francesca Garolla al Teatro i (via Ferrari 11, fino all’11 dicembre, 18 euro). Attraverso di lei si affronta il tema della libertà di scelta: estrema, incomprensibile, quasi oscena, perché si arruola nell’Isis. Al di là dei riferimenti letterari (Andromaca), un tema delicatissimo di questi tempi. 

 

E per finire la claustrofobica «Madame Bovary» al Teatro Libero (via Savona 10, dal 18 al 23 novembre, 18 euro) di Chiara Favero: ancora il dramma della libertà ma anche il desiderio della felicità.  

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