“Out of your own”, la musica di Joan as a Police Woman per i bambini di Valerio Berruti

Dopo Sakamoto, Paolo Conte e Mannarino, un’altra collaborazione eccellente per l’ultimo video animato dell’artista albese. Sarà presentato oggi al Museo Madre di Napoli, in apertura di una nuova mostra personale


Pubblicato il 15/11/2017
Ultima modifica il 19/11/2017 alle ore 19:46

Out of your own non è solo un’installazione con 16 grandi affreschi su juta raffiguranti i bambini di Valerio Berruti , ma anche un video, proiettato oggi alle 18 al Museo Madre di Napoli. Ed è un video musicale, con una canzone inedita di Joan as a Police Woman scritta apposta. “Ammiro molto la cantante americana - dice - ma questa collaborazione è nata per caso, quando Paolo Mele, curatore del video, è andato a un suo concerto a New York. Per entrare, ha raccontato di questo progetto, che ancora non esisteva, e a lei è piaciuto. Ci siamo incontrati, ha scritto questa canzone, che ha dato il titolo al video e alla personale”. La mostra, a cura di Maria Savarese, sarà alla galleria Blu di Prussia di Napoli dal 18 ottobre al 20 gennaio.  

 

È la prima volta che Out of your own viene proiettato in Italia, ma ha già vinto diversi premi, da San Pietroburgo a Los Angeles. Ha la stessa atmosfera sognante di molte opere di Berruti, è all’apparenza infantile anche nella realizzazione, tutta a mano, con i frame disegnati uno ad uno, senza l’intervento del computer. Una tecnica che l’artista ha perfezionato in altre animazioni ma anche nel recente flipbook Come il Vento tra i Salici. E sempre c’è una musica: nel libro di Kenneth Graham è una canzone di Gianmaria Testa, nelle animazioni precedenti musiche di Sakamoto, Paolo Conte, Mannarino, K-Conjog, tutte composte appositamente. Il tema del video E più non dimandare è stato scritto da Francis Lai, premio Oscar per la colonna sonora del film Love Story. “A volte la musica è arrivata dopo le immagini, altre volte sono nate insieme”, racconta Berruti, quarant’anni, uno degli artisti più noti della sua generazione, con all’attivo una Biennale di Venezia e mostre personali e collettive in tutto il mondo.  

 

 

L’arte di Berruti riflette da sempre sul mondo sospeso dell’infanzia, il momento della vita in cui tutto può ancora avvenire. In Out of your own, in particolare, indaga sulla scoperta dell’ombra, di una parte di sé oscura ed estranea, che col tempo invece si impara a riconoscere come propria. Lo stupore non finisce mai, e ciclica è anche l’animazione, che sarà riprodotta in loop, come la canzone. Nel suo studio di Alba, tra sculture in cemento e opere in metallo, Berruti sta lavorando già al prossimo progetto video, un cortometraggio da cinque minuti, con diversi personaggi e una vera storia. Non c’è ancora la musica, ma c’è uno sponsor d’eccezione, Sky Arte, e chissà che stavolta non arrivi una sorpresa.  

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