NBA, Boston fa 13 con Irving “mascherato”: domani la sfida contro Golden State

AP

Kyrie Irving con la maschera protettiva


Pubblicato il 15/11/2017
Ultima modifica il 15/11/2017 alle ore 10:08

Kyrie Irving non dovrebbe essere molto apprezzato nella Baia di Oakland e San Francisco, ma la sua bravura è tale che i complimenti arrivano persino dall’area che fece piangere con il tiro decisivo in gara7 delle Finali del 2016. E così non deve sorprendere che Steve Kerr, coach dei Golden State Warriors campioni in carica, abbia accostato alla propria squadra i Boston Celtics (”Sono il futuro ad Est” ha detto) guidati da Irving al 13° successo consecutivo, a Brooklyn (109-102). Un bel modo per avvicinare proprio la prima sfida stagionale contro i Warriors, domani notte. Un possibile antipasto delle Finali.  

 

CHE FATICA CON LA MASCHERA!  

“Ehi, ragazzi, c’è l’uomo mascherato” è il modo in cui Irving è stato accolto nello spogliatoio dei Celtics. Al rientro dopo la rottura di un osso facciale, causata da uno scontro fortuito con il compagno Aron Baynes nella sfida contro Toronto, Irving ha giocato con la maschera protettiva. E nonostante i 25 punti, ha denunciato la difficoltà: “La visuale è scarsa, passare il pallone in modo preciso è difficile, è stato paradossalmente più facile fare canestro, e se invece di una maschera trasparente ne avessi indossata una nera, non avrei visto oltre il mio naso” ha ammesso il 25enne arrivato dai Cleveland Cavs, che nella precedente esperienza con la maschera aveva segnato 41 punti al Madison Square Garden contro New York. “Però abbiamo vinto comunque e la striscia positiva sta diventando una cosa seria, se è vero che i media ci chiedono con insistenza quanto durerà e cosa accadrà contro Golden State”. Contro i Warriors, Irving riproporrà la maschera, che dovrà indossare per almeno un paio di settimane.  

 

L’INVOLONTARIO ASSIST DI BROOKLYN  

Lo show di Irving non è isolato, altrimenti la squadra di Brad Stevens non sarebbe stata in grado - dopo lo 0-2 iniziale a cui si è aggiunto il grave infortunio a Gordon Hayward - di eliminare la parola “sconfitta” dal proprio vocabolario. Kyrie ha trovato preziosi alleati sia tra i veterani, con Marcus Morris autore di 21 punti e 10 rimbalzi e Al Horford a 17 e 11 rimbalzi, che tra i giovani, con i 19 del rookie Jayson Tatum e il contributo di Jaylen Brown. Proprio le prodezze di Tatum e Brown hanno ferito l’orgoglio dei tifosi del Barclays Center di Brooklyn.  

Se l’organico dei Celtics va ben oltre la presenza di una superstar come Irving, il merito è anche dei Nets, che quattro anni fa ipotecarono il futuro cedendo quattro prime scelte a Boston per arrivare ai veteranissimi Paul Pierce, Kevin Garnett e Jason Terry. Una follia che non portò risultati alla squadra newyorkese. E che invece ha aiutato i Celtics ad avviare la costruzione di una squadra da titolo.  

 

RISULTATI DELLA NOTTE:  

Brooklyn-Boston 102-109, Houston-Toronto 113-129, Dallas-San Antonio 91-97 

home

home

Il meglio della NBA

I più letti del giorno

I più letti del giorno