Cervinia è teleriscaldata dopo un’attesa di 20 anni

Allacciate le prime utenze, soddisfatti gli albergatori: «Sarà un vantaggio per tutti, a cominciare dall’ambiente».


Pubblicato il 27/12/2017
cervinia

Se ne parla dagli anni Novanta, l’iter è stato avviato nel 2004, nel 2012 è stato presentato il progetto, nel 2016 sono iniziati i lavori e ora il sistema di teleriscaldamento a Cervinia è diventato realtà.  

 

La centrale termica installata nella vecchia Casa del bob è attiva e le prime utenze sono state allacciate e stanno sperimentando la nuova forma di riscaldamento, sia degli ambienti, sia per l’acqua. A vincere il progetto, a finanziare l’opera (di circa 23 milioni di euro) e a gestire il servizio per trent’anni (poi tornerà di proprietà comunale) è la società Energie de la Vallée di Genova.  

 

«Per ora si sono allacciate una trentina di utenze tra albergatori, privati, operatori del terziario - dice il project manager della società Roberto Melegari -. Il nostro obiettivo è arrivare ad allacciare l’80 per cento delle utenze di Cervinia. Il nostro è un sistema economico, comodo e conveniente».  

 

Concorda Giuseppe Maquignaz, nel direttivo dell’associazione Albergatori. «Come albergatori siamo entusiasti, per diversi motivi. Innanzitutto avere una sola caldaia in centro a Cervinia è importante dal punto di vista ambientale. Nel periodo invernale, con tante caldaie accese, il deposito nero in sospensione che cade sulla neve non è un bel biglietto da visita. Il fatto che si abbatta l’inquinamento consentirà a noi albergatori di vendere un prodotto con un valore aggiunto».  

 

Ma a convincere i primi residenti che hanno stipulato i contratti non c’è soltanto un vantaggio ambientale: anche sotto il profilo della sicurezza il sistema del teleriscaldamento si conferma molto competitivo. «Con le caldaie interne alle strutture - continua Maquignaz - eravamo sottoposti a rigidi controlli dei vigili del fuoco, con una burocrazia farraginosa. Il teleriscaldamento è vantaggioso anche per l’alimentazione di piscine e docce. Quando i clienti rientrano tutti alla stessa ora, prima si rischiava un calo di potenza, ora il problema è superato perché la centrale è in grado di reggere ogni tipo di richiesta»

 

«Sono contenta perché funziona molto bene - dice Palmira Neyroz, presidente dell’associazione albergatori di Cervinia -. È vantaggioso anche dal punto di vista dei costi ed elimina tutta una serie di passaggi legati al prezzo del gasolio e al suo trasporto fino a Cervinia. Auspichiamo che siano molti a cogliere questa opportunità e ad allacciarsi». 

 

L’obiettivo degli albergatori che propongono ai clienti la località turistica è chiaro: «Anziché accendere 300 caldaie se ne accenderà una sola, a gas, il combustile meno inquinante. È una scelta vincente dal punto di vista ecologico, economico e di sicurezza. Sarà come accendere la luce» conclude Maquignaz.  

 

L’impianto di cogenerazione produrrà per il 90 per cento calore sotto forma di acqua calda e per il 10 per cento energia elettrica. Dal punto di vista ambientale sarà effettivamente una svolta: da uno studio è emerso che Cervinia produce circa 2600 tonnellate di anidride carbonica l’anno per il riscaldamento, che scenderanno a 1750 con il bio metano, azzerando però le polveri sottili. 

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