Salone del libro, sotto inchiesta l’assessore Parigi e l’ex sindaco Fassino

Si parla di turbativa d’asta, ma anche della votazione del bilancio 2015 dove sarebbe stato sopravvalutato il valore del marchio della Fondazione

Foto di archivio


Pubblicato il 08/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 10:39
torino

L’assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi è sotto inchiesta per l’«affaire Salone del Libro». Assieme all’ex sindaco di Torino, Piero Fassino, e ad altri cinque ex componenti del consiglio d’amministrazione della Fondazione. È stata l’assessore Parigi a rendere noto l’avviso di garanzia ricevuto dalla procura, che ha intenzione di interrogarla per le procedure di predisposizione del bando per l’oganizzazione del Salone nel 2015 e 2016. Una turbativa d’asta, da affiancare alla nomina considerata «sospetta» della direttrice della DMO Piemonte Marketing Scarl, Maria Elena Rossi, ma anche alla votazione del bilancio 2015, dove era stato anche sopravvalutato il valore del marchio della Fondazione.  

 

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In una nota, «l’assessore esprime la propria fiducia nell’operato della magistratura, cui offrirà la massima collaborazione». 

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