Ritrovato morto in un appartamento di Viale Monza il manager sparito nel nulla

Enrico Maccari era scomparso dal 25 dicembre e i figli avevano lanciato l’allarme

Una recente immagine di Enrico Maccari


Pubblicato il 09/01/2018
Ultima modifica il 10/01/2018 alle ore 12:47
milano

Era disteso per terra, in parte svestito e ricoperto da un mucchio di stracci e coperte il cadavere di Enrico Maccari, 55 anni, dirigente di un’azienda farmaceutica svizzera, scomparso dalla sera di Natale. Era lì da giorni, al civico 1A di via Fratelli Pozzi, una traversa di viale Monza, vicino al luogo in cui, il 29 dicembre scorso, era stata trovata la Mercedes del 55enne. Chiuso nel piccolo appartamento di una transessuale 30enne di origini colombiane, nota col nome Carolina, che al momento non è reperibile. Lo ha trovato intorno alle 13.30 un’amica della trans, una giovane donna di origini cubane che aveva le chiavi di casa. È entrata col fidanzato nordafricano per recuperare uno zaino e ha subito lanciato l’allarme. «Da tempo provavo a telefonare a Carolina senza avere risposta, per questo sono venuta a recuperare le mie cose», ha detto, prima di essere portata in questura per essere sentita dagli investigatori. 

 

 

Nella stanza, in disordine, il corpo era accanto al letto rifatto, una branda coperta da una trapunta chiara. In casa mancava anche l’energia elettrica, tanto che, per permettere agli agenti di effettuare gli accertamenti, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. 

 

Si presume che l’uomo sia morto per un malore: «Non c’era alcun segno di violenza sul cadavere», ha confermato il capo della Squadra mobile, Lorenzo Bucossi, intervenuto sul posto col sostituto procuratore Valeria Sottosanti, titolare delle indagini.«Per conoscere di preciso le cause della morte bisognerà attendere gli esiti dell’autopsia». 

 

Nato a Lecco nel 1963, residente a Giubiasco, un piccolo centro nei dintorni di Bellinzona, Maccari aveva trascorso la vigilia e il giorno di Natale con i quattro figli e la famiglia. Prima di svanire nel nulla, aveva accompagnato uno dei figli in partenza, all’aeroporto di Malpensa. Poi più nulla. I suoi cellulari risultavano spenti da 14 giorni e i figli, per cercarlo, avevano assoldato un investigatore e presentato la denuncia di scomparsa sia alla questura di Varese, sia alla polizia cantonale in Svizzera. 

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