Al Museo del falso e dell’inganno, la pelliccia di tigre è di terracotta

L’antica tecnica della lavorazione dell’argilla viene reinterpretata in chiave contemporanea nelle opere di Renato Sabatino

La mostra di sabatino si svolgerà al Falseum


Pubblicato il 12/01/2018

L’antica tecnica della lavorazione dell’argilla viene reinterpretata in chiave contemporanea nelle opere di Renato Sabatino, protagonista della mostra «Terrae», che sarà inaugurata domani alle 17,30 al Falseum di Verrone. 

Tappa conclusiva del progetto «Città di Terre: Ronco e il Biellese per la ceramica», iniziato nel 2016, l’allestimento è curato da Irene Finiguerra e presenta una serie di creazioni dell’artista che, originario di Vibo Valentia ma ora residente a Torino, discende da una famiglia di artigiani vasai. Proprio dalla necessità di conservare le proprie radici, nasce il suo percorso artistico, in cui si riappropria della tradizione in modo originale, rendendola attuale. Determinante nel suo percorso formativo, dal punto di vista sia tecnico che di ricerca, è stata l’esperienza come assistente di Luigi Mainolfi, maestro nell’uso dell’argilla. Nelle sue opere sono inoltre presenti riferimenti e richiami alle accumulazioni di Arman e alle compressioni di César. 

Vasi di ogni genere e foggia, torniti uno ad uno da Sabatino, diventano i singoli elementi di una combinazione che dona forma alle sue opere. Il vasellame perde quindi la sua funzione e connotazione originaria, diventando altro e acquisendo un’identità nuova, puramente estetica e simbolica, svincolata dall’utilizzo pratico. Una particolare segnalazione merita, per la maestria che rivela e per il legame con il «Museo del falso e dell’inganno» che ospita l’evento, l’opera «Trofeo», un lavoro di grandi dimensioni, perfetta riproduzione in terracotta della pelliccia di una tigre, lunga oltre due metri e larga oltre un metro. 

Visite fino al 4 marzo al sabato e alla domenica (10,30-13,30 e 14,30-19,30).

 

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