Fontana senza rivali per il Pirellone. Nel Lazio il M5S supera Zingaretti

Il sondaggio Piepoli: in Lombardia grillini dietro il centrosinistra. Di Maio e Salvini i leader più popolari. Grasso preferito a Renzi
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Attilio Fontana, candidato presidente della Lombardia in testa ai sondaggi


Pubblicato il 12/01/2018

L’avvicinarsi delle elezioni politiche del 4 marzo implica anche una esplorazione provvisoria di come evolverà la situazione elettorale in due grandi Regioni: la Lombardia e il Lazio, dove si terrà l’election day. Un nostro primo sondaggio in merito dà questi risultati, ovviamente indicativi, per il momento: centrodestra in netto vantaggio per il dopo Maroni e situazione molto aperta nel Lazio. 

 

Il dopo Maroni  

La Lombardia, che secondo i sondaggi vedrebbe il centrodestra vincente nelle future elezioni politiche, conferma questa tendenza anche a livello regionale. Il candidato del centrodestra, Attilio Fontana, risulta nettamente vincente (34%) sul candidato del centrosinistra, Giorgio Gori (27%), e ancora più nettamente (39% contro 27) nella sfida con il candidato del Movimento 5 Stelle, Dario Violi. 

 

 

Il distacco, inferiore al 10%, tra Fontana e Gori risulta più che confermato nel distacco tra Fontana e Violi. Il candidato del Movimento Cinque Stelle si prenderebbe una sonora rivincita se il suo avversario fosse Gori: otterrebbe il 35% dei consensi contro il 26% del rappresentante del centrosinistra. In sintesi: in Lombardia l’attuale presidente, Roberto Maroni, ha governato bene e quindi i lombardi, abituati a premiare chi merita, tendono a optare per il centrodestra.  

 

 

Testa a testa  

Nel Lazio, invece, la situazione risulta più confusa. L’attuale presidente, Nicola Zingaretti, è in generale ben voluto dalla popolazione: in questi anni ha governato bene la regione senza fare troppo rumore. Tuttavia, messo a confronto con gli altri candidati, Zingaretti non esce vincitore su tutti. Sconfigge nettamente Maurizio Gasparri (40% contro 21) e anche l’altro esponente del centrodestra, Sergio Pirozzi (34% contro 29), attuale sindaco di Amatrice. Non se la cava bene, invece, contro Roberta Lombardi: in questo caso c’è un «testa a testa» in cui la candidata del Movimento Cinque Stelle risulta essere marginalmente vincitrice (36% contro 34). Quanto alla stessa candidata grillina, risulta fortemente vincente su Gasparri (36% contro 24) e batterebbe anche Pirozzi (35% a 29). 

 

In sintesi: nel Lazio non basta aver governato bene, ma occorre una marcia in più, quella di essere al governo con un occhio continuo all’opposizione costruttiva (di se stessi). In ogni caso la situazione nel Lazio è fortemente incerta e secondo noi si risolverà solamente con l’ultimo voto inserito nell’urna il giorno delle elezioni. 

E il resto dell’Italia? Lo esamineremo a fondo nelle prossime settimane, tenendo conto che il trend di oggi dà una vittoria percentuale ma non in seggi al centrodestra, mentre il Movimento 5 Stelle continua a essere il primo partito. Nel suo complesso, invece, è ancora piuttosto debole il centrosinistra.  

 

L’appeal dei leader  

In questa puntata analizziamo gli esponenti politici su cui abbiamo condotto una graduatoria in termini di popolarità mista ad attrazione: in questo contesto i primi della classe risultano essere, nell’ordine, Luigi Di Maio (33%), seguito da vicino da Matteo Salvini (31%). Poi troviamo Silvio Berlusconi (27%), quasi affiancato da Paolo Gentiloni (26%) e Giorgia Meloni (25%). Tutti gli altri leader risultano essere in media o sotto la media. Alcuni mancano di popolarità e altri devono rinforzare la loro immagine in chiave di seduzione. In ogni caso si tratta in genere di leader ad alta immagine e tendenzialmente simili tra loro in termini di creazione delle forze politiche in campo. 

 

Un’ultima considerazione riguarda la mappa che abbiamo costruito sugli assi della propensione a votare e della fiducia: i tre grandi vincenti risultano essere l’attuale presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio, e Matteo Salvini, che è riuscito a imporsi come leader nazionale malgrado la concorrenza anche a destra. 

 

 

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