Raccolta differenziata ferma al 40 per cento: Alessandria è la provincia peggiore del Piemonte

Sette punti sotto l’obiettivo prefissato: se i dati restano questi, nel 2020 scattano le sanzioni

Come se non bastassero i dati pessimi sulla raccolta differenziata, l’altra notte è stato incendiato dai teppisti uno dei cassonetti dei rifiuti appena sostituiti in via Gandolfi


Pubblicato il 14/01/2018
alessandria

La notizia non stupisce, ma non per le motivazioni giuste: non è stata la sporcizia per le strade a rendere la provincia di Alessandria la peggiore della regione nella raccolta differenziata. Sono i dati regionali sui risultati, in questo caso, che contano. Quelli che riguardano il 2016 sono appena stati resi noti (e approvati) dalla Giunta piemontese. E non sono confortanti: ecco che la provincia alessandrina è ultima, addirittura dopo quella di Torino. La raccolta differenziata in regione è ferma, in media, al 55,2 per cento, quasi dieci punti sotto l’obiettivo minimo prefissato per ogni Comune entro il 2020. In due anni, bisognerà fare il miracolo.  

 

Più che altrove ad Alessandria, visto che è sotto di sette punti: la differenziata è ferma, infatti, al 48,4 per cento. Fanno meglio tutte: il Novarese è la provincia più virtuosa con 66,6, seguono il Vco con 64,7, Vercelli con 63,2, Asti con 60,9, Biella con 59,8, Cuneo con 58,7. Torino è al 51,7 per cento. Se non si arriva al 65 per cento ci saranno sanzioni.  

 

«Con questi dati abbiamo il terreno su cui si andrà ad applicare la nuova legge regionale in materia di gestione dei rifiuti urbani - conferma l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia -. Sono certo che i nuovi strumenti normativi possano orientare le realtà ad oggi meno virtuose verso gli obiettivi che si siamo dati». Si riferisce al nuovo sistema, che va verso la tariffazione puntuale sulla produzione con incentivi a chi opera meglio e sanzioni in senso contrario. L’obiettivo è portare entro il 2020 il Piemonte in linea con le prescrizioni europee, riducendo la produzione a 455 chilogrammi per abitante, di cui non più di 159 indifferenziati, aumentando la differenziata al 65% e raggiungendo un tasso di riciclaggio di almeno 55 per cento, azzerando i rifiuti urbani biodegradabili in discarica.

 

 

Ogni piemontese attualmente produce 458,5 chilogrammi di rifiuti all’anno; di questi, 205,3 sono indifferenziati destinati al recupero e, in minima parte, allo smaltimento. In provincia di Alessandria, siamo a 531,3 chili, solo 257,2 quelli differenziati. I dati del 2016 si riferiscono a 426.658 abitanti. I Comuni con i dati più allarmanti? Tra i grandi Alessandria e Acqui, rispettivamente ferme al 43,5 e al 44,7 per cento. Valenza è al 48,1, ma la peggiore è Ovada con il 41,8. Vanno meglio Tortona (53,2), Casale (58,6), Novi (50,2).  

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