Elezioni politiche, nel confronto Union-Uvp il Pd fa da terzo incomodo

In una foto d’archivio, un incontro tra Uv e Uvp


Pubblicato il 17/01/2018
Ultima modifica il 17/01/2018 alle ore 18:42
aosta

L’Uv nega di aver messo il veto sulla candidatura di Andrea Rosset alla Camera. Eppure sul nome dell’ex presidente del Consiglio - dimessosi proprio per rispondere a una proposta di candidatura arrivata dal suo movimento, l’Uvp - l’intesa non solo ancora non c’è, ma il tavolo rischia di saltare, con il Pd che insiste nel reclamare una candidatura di area progressista e preferibilmente donna. Un nome è stato ipotizzato, quello di Paola Vacchina, cattolica progressista attiva nelle Acli. In attesa di risposte, il partito guidato da Sara Timpano sta valutando con sempre maggior convinzione l’ipotesi di una corsa solitaria per Montecitorio. 

 

Nel fronte Uv si cerca di curare, intanto, la diplomazia. E, per evitare il logoramento dei rapporti con i cugini Progressistes, ieri il Leone Rampante ha diffuso un comunicato per chiarire che «è del tutto destituita di fondamento la notizia secondo la quale l’Union Valdôtaine avrebbe posto dei veti su delle ipotesi di candidatura alla Camera dei Deputati in vista delle prossime elezioni politiche. Negli ultimi mesi - dice il partito guidato da Ennio Pastoret - l’Uv ha lavorato per costruire, con le forze alleate, una proposta responsabile e durevole, cercando di superare ogni ostacolo, per consentire al progetto politico e all’alleanza che ne è scaturita, di potersi realizzare. In tutto questo percorso l’Union Valdôtaine non ha mai posto né intende porre veti di alcun genere su alcunché».  

 

La mano tesa all’Uvp non cancella però le tensioni delle scorse settimane, tanto che è lo stesso «Mouvement» a ricordare che «non è questo il modo di agire dell’Union Valdôtaine a cui sono state recentemente imposte scelte difficili e a rinunce importanti. Malgrado ciò il Mouvement le ha accettate per consentire al’alleanza Uv, Pd, Psi, Uvp, Epav di realizzarsi. L’Union Valdôtaine ha dimostrato così un grande senso di responsabilità e la serietà di un impegno profondo, mettendosi a disposizione per affermare un progetto politico, a sostegno dello sviluppo, della governabilità e della stabilità». La promessa che è che «l’Uv non intende vanificare tutto il lavoro sin qui realizzato e continuerà ad assicurare il suo immutato impegno, all’interno dell’attuale alleanza autonomista, federalista, progressista di centro sinistra e auspica che vi sia, in tempi rapidi, una convergenza di tutte le forze politiche che compongono l’attuale alleanza, su una candidatura e una proposta programmatica condivise per la Camera dei Deputati».  

 

Da segnalare, intanto, la chiusura del caso che stava scoppiando in seconda commissione dove, lunedì, l’elezione a presidente di Augusto Rollandin era stata stoppata dall’assenza dei consiglieri Uvp Nello Fabbri e Andrea Rosset. Ieri, in seconda convocazione, tutti erano presenti e Rollandin ha così potuto ottenere i voti necessari tra le ironie della minoranza secondo cui «siamo al ridicolo: problemi di trasloco da un ufficio all’altro avrebbero impedito all’ex presidente Rosset di venire a conoscenza della riunione della seconda Commissione di ieri. Una motivazione - dicono i consiglieri di Alpe, Stella/Pnv e gruppo misto - davvero strampalata. Si mascherano con i disguidi tecnici i problemi politici. La solita farsa di una maggioranza litigiosa unicamente sorretta da logiche spartitorie». 

 

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