“Orari e aperture concordate e un nome nuovo alla via dei musei di Asti”

Le proposte dell’assessore alla cultura Gianfranco Imerito

Assessore alla Cultura Gianfranco Imerito


Pubblicato il 18/01/2018
asti

«Dovremo concludere la partita del Sistema Museale integrato entro l’estate e in un’ottica di città turistica»: i musei sono una delle priorità nell’agenda dell’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito.  

 

Asti ha molti musei, di competenza comunale e non solo, di fatto slegati tra loro. Come si può «metterli in rete»?  

«Il confronto con la Fondazione CrAt è già avviato: il progetto ci trova in accordo e si potrà completare attraverso l’Art bonus. Mettere in rete significa uniformare orari e giorni di apertura: prevedere un weekend lungo, da giovedì a domenica, per poi pensare di arrivare anche al lunedì. Significa anche avere a disposizione il personale: il volontariato è fondamentale, ma non basta. I nostri musei si affacciano sul decumano, su una distanza di meno di 500 metri: dobbiamo fare in modo che il turista lo sappia, magari trovando anche un nome alla via dei musei». 

 

L’ufficio musei sta per trasferirsi a palazzo Alfieri. Un passaggio che rientra in questo progetto?  

«Significa avere lì un presidio per andare incontro alle esigenze dei turisti. L’ufficio sarà un’opportunità di apertura su richiesta, in corrispondenza degli orari di lavoro dei dipendenti: garantiranno una fruibilità in qualunque momento». 

 

I visitatori sono in aumento. Molti hanno utilizzato lo smarTicket, il biglietto digitale a 5 euro che consente la visita a più strutture. È un’idea che condivide?  

«Sicuramente, ritengo però che il prezzo non sia adeguato all’offerta. L’obiettivo non è certo limitare la fruibilità dei musei, ma ho visto molte città d’arte: in qualsiasi museo l’ingresso minimo è sui 6-7 euro per una sola struttura, figuriamoci se si comprendono più opportunità. Asti è fuori prezzo rispetto, sarebbe giusto un adeguamento». 

 

Asti ha molti musei, troppi?  

«Sono tanti e alcuni li avrei concepiti in altro modo. Oggi bisogna concentrarsi sull’esistente e non pensare all’apertura di altre sedi museali». 

 

Però sta pensando a un collegamento tra Lapidario e palazzo Mazzetti...  

«Solo 11 metri di distanza l’uno dall’altro: l’idea del tunnel di collegamento è un progetto che riprende un vecchio disegno e si potrebbe realizzare tramite i finanziamenti legati al progetto Vino e Cultura».  

 

Capitale italiana della Cultura 2020, Casale è tra le finaliste. Si è pentito di aver rinunciato alla candidatura di Asti?  

«No, senza un progetto organico non ci saremmo riusciti, giocandoci l’opportunità di ripresentarci in futuro. Inoltre il bando non permetteva la presentazione di candidature in associazione con altre città».  

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