La posta
di Maggi
22/01/2018
La consulenza in banca deve essere chiara: non si deve mascherare come reddito la distribuzione del capitale

È giusto criticare le storture della vendita dei prodotti bancari, come denunciato in lettere precedenti di bancari e di clienti, ma non bisogna neanche esagerare. In fin dei conti nessuno si lamenta se va a comprare una giacca e la paga 10 volte il costo di produzione, o un’auto magari tre o quattro volte. E’ vero che in certi settori esiste più informazione e concorrenza, ma nessuno entrando in un concessionario Fiat si aspetta che le Fiat vengano denigrate e gli venga proposta una Mercedes.  

P.Ce.

 

Il tema della mala consulenza in banca continua a stimolare commenti. Li ospitiamo volentieri, anche quelli maliziosi. Il lettore P.C. ammette che sia “giusto criticare le storture della vendita” agli sportelli, ma assolve i prodotti finanziari bancari paragonandoli a vestiti e automobili. Come lui stesso ammette, pero’, in questi settori “esiste piu’ informazione e concorrenza”. E questo e’ il punto fondamentale: il cliente sceglie sapendo che cosa compra e quale prezzo paga. Le formule bancarie che moltiplicano i costi con prodotti complessi, oltre il limite della comprensione per il cliente normale, o la vendita di investimenti in cui viene mascherata come reddito la distribuzione del capitale, tanto per fare qualche esempio concreto, sono ben altro. E’ come vendere una scarpa con la suola di cartone, o un’auto che consuma 10 volte tanto la benzina dichiarata dal concessionario. Chi ci cascasse, si sentirebbe truffato e andrebbe dritto in tribunale a protestare. Ovvio, infine, che nessun venditore denigri la propria merce ma, quando ha gli argomenti corretti, critichi la concorrenza. Senza dire bugie, pero’. Che e’ quello che hanno fatto quegli sportellisti i quali, durante le fasi di spread elevato, hanno detto ai correntisti possessori di Bot e Btp che “l’obbligazione della nostra banca e’ piu’ sicura dei titoli dello Stato italiano”.  

 

L’eredità e le polizze

Siamo due coniugi ottantenni, con disponibilità su un conto corrente, investimenti in titoli e due polizze (ognuna intestata ad uno di noi, con il coniuge come beneficiario). Il conto è cointestato con un figlio, ma gli eredi sono tre figli. La banca mi ha detto che in caso di decesso di uno di noi due l’altro può disporre liberamente di metà del patrimonio, è giusto? 

Carla S-via mail

 

 

L’importo delle polizze spetta solo al beneficiario, mentre tutto il resto, essendo le posizioni cointestate, è idealmente diviso in due parti, quindi chi sopravvive ha diritto alla metà, l’altra metà cade in successione e sarà diviso tra il coniuge superstite ed i tre figli.  

 

La scuola e l’Ape sociale

Sono un docente di scuola media superiore ho diritto all’Ape sociale da giugno 2017, come attestato da Inps. Ma il Ministero dell’istruzione (Miur) non ha ancora sciolto i dubbi circa la decorrenza del diritto, dato che nella scuola vige l’esclusiva finestra di settembre. Ho inutilmente chiesto di decidere ai funzionari del Ministero, alla stessa Ministra, al Presidente del Consiglio, ma nessuno risponde. Si sta verificando quello che ha “profetato” l’Inps in una Faq: c’è il pericolo di vanificare un diritto per chi può percepire l’Ape sociale o la pensione da precoce. 

Elena De Biasi

 

È proprio così, almeno fino a questo momento. Fanno le leggi e poi non le sanno applicare. Tutto questo purtroppo sulla pelle degli incolpevoli dipendenti. Tanto per dire: nella nota 50436/2017 del Miur si invitano gli uffici scolastici territoriali a operare una “ricognizione” delle domande di ricongiunzione e riscatti presentate entro il 31 agosto 2000 da parte di chi deve andare in pensione dal prossimo mese di settembre. Ragazzi, stiamo parlando di domande non ancora definite, risalenti a 18 anni fa!  

 

Assegno sociale e polizze postali

Mia madre raggiunge l’età pensionabile ad aprile 2018. Si chiedeva se le polizze postali/bancarie, i conti correnti influissero sull’assegno sociale mensile. Se no, cosa influirà sull’importo? 

G. S.

 

Certo che influiscono! Sull’assegno gli uffici Inps tengono conto anche dei redditi soggetti a imposta sostitutiva, quali interessi bancari e postali, rendite da Bot, Cct, certificati di credito e fondi, ecc.  

 

Insegnante scuola primaria

Sono un’insegnante di scuola primaria (3 novembre 19549 e il Caf mi ha fatto il conteggio allegato per domanda di pensione con decorrenza settembre 2018. Ma dice che non è sicuro che venga accettata perché la situazione è al pelo. Quindi sono molto preoccupata, secondo lei c’è o non c’è l’anzianità richiesta? 

A. A.

 

Io non so a quale mese si ferma il conteggio. Posso però confermare che per la pensione dal prossimo mese di settembre deve raggiungere, senza alcun arrotondamento, l’anzianità contributiva di 41 anni + 10 mesi entro il 31 dicembre 2018.  

 

In pensione da 17 anni

Ho 78 anni e sono andato in pensione 17 anni fa con 35 anni di contributi, 30 da commerciante e 5 come bracciante agricolo. Avevo chiesto all’Inps di riscattare i 5 anni agricoli ma mi è stato detto che non è possibile. È cambiato qualcosa?  

Angelo De Benedetti

 

Credo che lei con il termine riscatto intenda riferirsi alla ricongiunzione. Secondo la legge 29/79. azzardo l’ipotesi che sia stata negata in quanto non aveva cinque anni pieni di lavoro agricolo. Ma qualunque sia stato il motivo confermo che la normativa non è cambiata, salvo il caso della successiva introduzione del cumulo ma con lei ormai in pensione.  

 

Spese per riparare i termosifoni

Nell’appartamento abitato da un usufruttuario residente devono essere sostituiti un termosifone e la relativa tubatura, rotti per usura. A chi spetta sostenere le spese? 

M.G.

 

A norma dell’art. 1004, primo e secondo comma c.c., le spese e, in genere, gli oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa sono a carico dell’usufruttuario. Così come le riparazioni straordinarie rese necessarie dall’inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione. Pertanto, salva l’ipotesi prevista dal citato secondo comma dell’art. 1004, le spese di sostituzione per usura sono a carico del nudo proprietario.  

 

glauco.maggi@mailbox.lastampa.it
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