Noi con l’Italia insiste sull’autodeterminazione: “Basta torinocentrismo”

I candidati del movimento che vuole correre anche alle regionali


Pubblicato il 07/02/2018
Ultima modifica il 07/02/2018 alle ore 15:35
novara

O Torino svolta nella politica verso il resto del Piemonte o anche Novara porterà avanti il referendum per passare alla Lombardia. È il tema forte dei candidati di «Noi con l’Italia», la cosiddetta «quarta gamba» del centro-destra, che ha presentato i candidati alle politiche. Il volto novarese di «Noi con l’Italia» è quello di Daniele Galli, gozzanese, ex parlamentare e consigliere regionale di Forza Italia, secondo nel listino proporzionale per il Senato. «Sul nostro simbolo non ci sono nomi né padroni: ci sentiamo liberi e vogliamo che il primato torni alla politica e non ai personalismi dei leader. Non ci presentiamo solo alle politiche, ma guardiamo più in là, alle prossime regionali, dove vogliamo esprimere un candidato alla presidenza». 

 

All’uninominale il partito candida Roberto Rosso, che si batte contro il «torinocentrismo»: «Non c’è solo Torino, deve tornare a contare anche il resto del Piemonte, che dal capoluogo viene costantemente penalizzato. A Novara ne avete una conferma con la vicenda dell’Ospedale Maggiore scavalcato dalle Molinette».  

Rosso pone l’accento sul carattere moderato e liberale di «Noi con l’Italia»: «Siamo i moderati che non urlano ma danno un contributo concreto al dibattito; noi non diciamo che si deve abolire la legge Fornero, perché prima vanno trovate le coperture finanziarie, ma siamo convinti che si debba correggere e migliorare».  

Ma il tema fondamentale resta quello dell’asimmetria tra Torino e le altre province del Piemonte: «Perché in Lombardia si deve pagare un terzo dell’Irpef del Piemonte? Perché tutte le altre province sono penalizzate? Il torinocentrismo - sostiene Rosso - non è più accettabile per questi territori, perciò dopo le elezioni del 4 marzo lanceremo anche nel novarese la raccolta di firme. Del resto questo è un territorio che ha radici lombarde, basta vedere il dialetto che vi si parla, ed è giusto che possa tornare alle sue radici». 

 

Il referendum  

La «liberazione» dal giogo torinese è un cavallo di battaglia che viene riproposto anche da Valter Zanetta, che è uno dei promotori del referendum nel Vco: «Mi avevano chiesto di impegnarmi in queste elezioni - dice Zanetta - ma ho declinato l’invito perché credo che in questo momento il mio impegno prioritario sia quello del referendum, che dal Vco potrà arrivare a Novara». «Siamo il partito che riporta nel campo politico la moderazione e il buon senso e torna a parlare dei problemi concreti della gente»: è l’auspicio di altri due candidati, Rosalba La Fauci, dirigente sindacale, e Umberto Stupenengo di Biella.  

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