Una Fondazione dedicata a Carolina Picchio: “Non dimenticate le sue parole”

È l’appello di Paolo Picchio che a Milano ha presentato il progetto dedicato alla lotta contro il bullismo in rete

La presentazione a Milano della Fondazione dedicata a Carolina


Pubblicato il 07/02/2018
Ultima modifica il 08/02/2018 alle ore 12:32
NOVARA

Al termine di ogni incontro con gli studenti, Paolo Picchio saluta con un appello: «Ragazzi, siete preziosi. Ricordatelo sempre». Lo ha ripetuto pochi giorni fa a Treviso, poi a San Damiano d’Asti. Sono alcune delle tappe del suo giro nelle scuole di tutta Italia per raccontare la storia della figlia. A Carolina è intitolata la Fondazione che oggi (mercoledì 7 febbraio) è stata presentata al centro congressi di palazzo delle Stelline a Milano. La data non è casuale: ieri era il «Safer Internet day», la giornata internazionale sui rischi legati alla rete, e per tutta la settimana vengono organizzate iniziative di sensibilizzazione. «La nostra nuova realtà è stata ideata pensando proprio ai giovani - anticipa Picchio, il presidente onorario -. Non dobbiamo perderli e molti stanno iniziando a capire. Mi rendo conto che ormai tutti conoscono Carolina. C’è chi si rivede in lei e in quello che scrisse cinque anni fa prima di andarsene».  

 

 

Nella sua lettera d’addio pubblicò una riflessione divenuta ormai uno slogan contro il cyberbullismo: «Le parole fanno più male delle botte». Così a Novara è nato il testo della prima legge di contrasto e prevenzione del fenomeno, firmata dalla senatrice Elena Ferrara. Il documento ha poi ispirato la legge regionale, proposta dal consigliere Domenico Rossi e approvata la scorsa settimana a Torino. «Bisogna continuare ad agire - avverte Picchio -. I ragazzi hanno cominciato ad acquisire consapevolezza grazie ai tanti progetti organizzati nelle scuole, mentre i loro genitori sembrano sempre piuttosto disinteressati. In questi anni ho cercato di raccontare la mia testimonianza e di sicuro qualcosa si è mosso. Era però difficile mantenere il ritmo tutto solo, quindi ho chiesto aiuto e trovato tante persone disponibili a proporre attività più strutturate».  

 

 

IL PROGETTO CON L’OSPEDALE FATEBENEFRATELLI  

La Fondazione Carolina si occuperà di supportare il progetto di cura di prossimità, coordinato dalla casa pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano. L’obiettivo è realizzare una rete di poli regionali, ciascuno ispirato al centro specialistico aperto nel 2008, per accogliere vittime e responsabili. Attraverso le donazioni si potranno anche sostenere percorsi di formazione per ragazzi e insegnanti a cura di Pepita onlus. Gli altri due enti coinvolti sono Conacy, il coordinamento nazionale sul cyberbullismo, e Fondazione scholas: l’intesa con questa associazione consentirà in particolare di definire indagini sull’impatto del fenomeno e delle buone pratiche che si propongono di prevenirlo. «E’ una sfida da lanciare a tutte le presone che in qualche modo possono incidere su questi principi - insiste Picchio, che prevede di ripetere la presentazione della onlus a Novara -. Le nuove generazioni vanno educate alle relazioni sane, per cui è necessario che noi adulti impariamo a percepire questa responsabilità educativa. Il diritto alla cura è un altro tema su cui ci batteremo: non solo per chi ha subito atti di bullismo, ma anche per chi li ha commessi e a quell’età non va di certo abbandonato, ma deve essere accompagnato verso il recupero». 

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