Uto Ughi ritorna al teatro Coccia: “La musica è una gioia, va insegnata ai bimbi”

Il maestro smentisce: “Io a Sanremo? Voci ridicole”. Sarà venerdì 9 febbraio a Novara

L’ultimo concerto del violinista di fama mondiale Uto Ughi a Novara è stato nel 2014 per i vent’anni dell’Orchestra Carlo Coccia


Pubblicato il 08/02/2018
Ultima modifica il 09/02/2018 alle ore 14:52
novara

Mi piace comunicare la gioia della grande musica. L’arte è condividere il piacere col pubblico che vede, ascolta. Altrimenti è inutile». Il maestro Uto Ughi, violinista di fama internazionale, interpreta così la sua mission di musicista e lo fa alla vigilia del suo concerto novarese, domani alle 21 al Teatro Coccia, con il pianista Andrea Bacchetti. 

 

Maestro, per lei un ritorno a Novara. Che ricordo ha?  

«Ci sono stato due o tre volte. L’ultima nel 2014 con l’orchestra Carlo Coccia, una bella formazione che la città deve valorizzare. Ricordo un pubblico attento, sensibile. E’ necessario far amare alla gente e soprattutto ai giovani la musica classica». 

 

Come fare?  

«I ragazzi non sono istruiti. Non c’è più cultura musicale nelle scuole, i bambini non imparano più a suonare uno strumento. Se si va avanti così la nostra tradizione rischia di estinguersi. Bisogna fare concerti nelle scuole, con ingressi gratuiti per i giovani, perché possano conoscere i grandi artisti». 

 

La nuova legge dei Conservatori li parifica alle università. Si può iniziare a studiare musica dai 18 anni in poi?  

«Nulla di più sbagliato. Io ho iniziato a suonare da bambino. Chi fa queste leggi dimostra di non sapere nulla di musica. Va studiata dalle elementari». 

 

In questi giorni c’è la mobilitazione di studenti e docenti dei licei musicali, preoccupati per la riduzione delle ore di pratica.  

«Condivido la loro preoccupazione. Qualsiasi riduzione vuol dire annientamento dell’istruzione musicale. E’ necessario andare nella direzione opposta». 

 

Lei arriva a Novara nella settimana di Sanremo. Teme la concorrenza?  

«Assolutamente no. Anzi, siamo due generi diversi. Qualcuno, nei giorni scorsi, ha messo in giro voci di una mia partecipazione al festival, in un trio sul palco con Morandi e Baglioni. Voci ridicole». 

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