Monsignor Gaid: con l’islam è nata una nuova era di dialogo

Il Segretario del Papa: l’incontro tra Francesco e l’imam di Al-Azhar dell’aprile scorso al Cairo «ha dato la prova che si può volersi bene tra diverse religioni»

Il Papa con Muhammad al-Tayyeb, grande imam di Al-Azhar. A destra, Gaid, segretario di Francesco


Pubblicato il 10/02/2018
Ultima modifica il 10/02/2018 alle ore 17:08
Torino

L’incontro tra papa Francesco e l’imam di Al-Azhar Ahmad Muhammad al-Tayyib dell’aprile scorso al Cairo «ha dato la prova che si può parlare, si può dialogare, si può anche volersi bene tra persone di diverse religioni. Prima non c’era dialogo, e dunque c’era distanza, c’era anche un po’ di ostilità l’uno verso l’altro. Ora c’è amicizia profonda». In questo senso l’incontro sta dando i suoi frutti secondo il segretario del Pontefice, monsignor Yoannis Lahzi Gaid, sacerdote di rito copto cattolico di origine egiziana che al Cairo ha incontrato alcuni giornalisti che hanno partecipato al viaggio esplorativo dell’Unitalsi per avviare un pellegrinaggio nel Paese sulle orme del viaggio che duemila anni fa portò la Sacra Famiglia in fuga da Erode in Egitto. 

 

«C’è stato uno spezzare il pane tra il Papa e l’Imam - spiega monsignor Gaid - e quindi tutte queste distanze si sono dimostrate inesistenti. C’erano soltanto perché non c’era dialogo. Ma per esempio quando il grande Imam è venuto in Vaticano il Papa gli ha detto: il nostro incontro è un messaggio, è un messaggio a noi cristiani per dirci che dobbiamo dialogare con gli altri, è un messaggio a loro perché possano vedere che credere non vuol dire non parlare con l’altro, o odiare l’altro. Credere vuol dire voler bene a tutti». 

 

Per Gaid, in questo momento di tensione in Medio Oriente, la comunità cristiana deve «essere strumento di pace, essere un aiuto nella società, dare servizi a tutti senza distinguere tra fedi», perché, aggiunge, «la missione della Chiesa è di essere presenza di pace nella società, tenendo una mano tesa verso gli altri». L’Egitto, ha anche osservato il Segretario del Papa sul pellegrinaggio allo studio da parte dell’Unitalsi con la collaborazione del Ministero del Turismo egiziano, «è sempre stato ricordato nella Bibbia e nella storia della Chiesa come la terra che ha dato ospitalità a Gesù, a Maria e a Giuseppe, quindi lo stesso viaggio che il Papa ha compiuto qui ha una realtà storica molto antica. Tra l’altro è anche da sottolineare che per la prima volta nella storia dell’Egitto moderno nella nuova Costituzione si parla del fatto che l’Egitto è il paese che ha ospitato la Sacra Famiglia».  

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