“Martedì grasso” a ritmo di jazz con Ceruti e la batteria di Royston

Il percussionista Rudy Royston


Pubblicato il 13/02/2018
biella

Appuntamento con i grandi ospiti e la musica jazz anche nella serata del «Martedì grasso». Il Biella Jazz Club, nella sede di Palazzo Ferrero al Piazzo, oggi alle 21,30 accoglierà infatti il Moot Trio del grande batterista americano Rudy Royston con Giorgio Ceruti al contrabbasso e Yazan Greselin al pianoforte. Il concerto, inserito nella rassegna «Jazz on 52», che corre parallelamente alla normale programmazione del club, rende omaggio al jazz, come simbolo di libertà, un quanto forma musicale che si esprime grazie alle contaminazioni e all’ampio spazio che viene lasciato all’estro e all’improvvisazione degli interpreti. Moot (che significa «Music of our time») è un progetto del collettivo «Mighty note» di cui Ceruti è membro fondatore, nonché direttore artistico. Il trio offre un travolgente mix di jazz in stile contemporary e world music, dando vita a un impatto sonoro trascinante che, grazie al ruolo primario assegnato alla magistrale ritmica di Royston, arricchisce l’esperienza di un’infinità di suggestioni. Il trio, infatti, si abbandona anche a connotazioni di tipo meditativo, ossia a una musica ipnotica e ciclica, caratterizzata dalla ricerca continua di timbri ed effetti sonori mediante la ripetizione di frasi che tendono ad una certa ossessività circolare. Nell’esecuzione non mancano naturalmente anche i momenti improvvisativi. 

 

Star della scena jazz di New York, Rudy Royston è nato in Texas, ma è cresciuto a Denver in Colorado, dove sin da bambino ha iniziato a suonare la batteria in chiesa, insieme ai suoi fratelli, tutti più grandi di lui. La famiglia ha giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione musicale: i fratelli Royston erano avidi ascoltatori di tutti i generi musicali, la madre fu un supporto costante e il padre, che era supervisore per il trasporto per una società che realizzava strumenti a percussione per i bambini, riempiva la casa di quelli leggermente danneggiati. Rudy è cresciuto quindi circondato da bongos, bacchette ritmiche, xilofoni, glockenspiel, batterie e molti altri strumenti a percussione. Durante il liceo ha frequentato il Telluride Jazz Camp, studiando batteria jazz con Duffy Jackson e Ed Soph. All’Università di Denver ha conosciuto il suo più grande maestro: il trombettista Ron Miles. Vive a New York dal 2006 e ha suonato con molti dei musicisti più in vista della scena newyorkese. 

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